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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/07/2016 Lettura: ~4 min

Fibrillazione atriale e rischio di ictus: cosa c'è di nuovo?

Fonte
Boriani G. Burden di fibrillazione atriale e rischio di stroke: quali novità? Università di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Boriani Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune che può aumentare il rischio di ictus. Spesso può essere silente, cioè senza sintomi, rendendo importante una corretta diagnosi e monitoraggio. Negli ultimi anni è stato introdotto il concetto di "burden" di fibrillazione atriale, che aiuta a capire meglio quanto tempo il cuore rimane in questa condizione e come questo influisce sul rischio di ictus.

Che cos'è la fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale (FA) è un'aritmia, cioè un'alterazione del normale ritmo del cuore. È la più comune aritmia riscontrata nella pratica medica e può portare a problemi seri come l'ictus (stroke), l'insufficienza cardiaca e un aumento del rischio di morte.

Circa il 2% della popolazione ha la FA, e questo numero aumenta con l'età. Molte persone possono avere la FA senza accorgersene perché non hanno sintomi, per questo si parla di FA silente. Fino al 40% dei pazienti con FA potrebbe non avere sintomi evidenti, e la diagnosi può avvenire per caso durante controlli medici o dopo un evento come un ictus.

La FA può presentarsi in modi diversi: da forme isolate a situazioni più complesse con altre malattie associate. È importante sapere che la FA aumenta il rischio di ictus da 5 a 17 volte, a seconda del tipo di FA.

Il concetto di "burden" di fibrillazione atriale

Negli ultimi anni è stato introdotto il termine burden di FA, che indica la quantità di tempo in cui il cuore è in fibrillazione atriale durante un certo periodo, ad esempio un giorno. Questo è diverso dal solo misurare la durata di un singolo episodio.

La FA può comparire in modo irregolare, con episodi che durano da pochi minuti a ore anche nello stesso giorno. Per misurare il burden è necessario un monitoraggio continuo o prolungato del ritmo cardiaco.

Questo monitoraggio è possibile soprattutto nei pazienti con dispositivi cardiaci impiantabili (CIED), che registrano continuamente il ritmo del cuore e possono rilevare e memorizzare episodi di FA o altre aritmie.

Questi dispositivi permettono ai medici di avere informazioni dettagliate sugli episodi di FA, come l'ora di inizio, la durata e la frequenza cardiaca, aiutando a prendere decisioni terapeutiche più rapide e personalizzate.

Burden di FA e rischio di ictus: qual è il legame?

Secondo le linee guida, la FA viene diagnosticata se un elettrocardiogramma (ECG) mostra un episodio di almeno 30 secondi di fibrillazione atriale. In questi casi, il rischio di ictus viene valutato con punteggi clinici (come CHADS2 o CHA2DS2-VASc) e, se necessario, si può iniziare una terapia anticoagulante per prevenire l'ictus.

Studi recenti su pazienti con dispositivi impiantabili hanno mostrato che:

  • Gli episodi di FA silente, anche se lunghi, sono molto comuni.
  • Un burden di FA di almeno 5 minuti al giorno può già aumentare significativamente il rischio di ictus negli anni successivi.
  • La soglia di burden che comporta il maggior rischio sembra essere un'ora di FA al giorno, secondo uno studio che ha analizzato più di 10.000 pazienti.
  • Non è ancora chiaro se iniziare la terapia anticoagulante basandosi solo su pochi minuti di FA silente sia efficace nel ridurre il rischio di ictus. Le decisioni devono considerare il profilo clinico del paziente e i punteggi di rischio.
  • Due studi clinici sono in corso per capire meglio l'effetto della terapia anticoagulante in pazienti con FA di breve durata rilevata da dispositivi impiantabili.
  • La relazione tra FA e ictus è complessa: l'ictus può verificarsi anche senza che la FA sia presente al momento dell'evento, e in alcuni casi la FA viene scoperta solo dopo un ictus.
  • La FA può essere sia una causa diretta di ictus (per la formazione di coaguli nel cuore) sia un indicatore di rischio vascolare generale.

In conclusione

La fibrillazione atriale è una condizione comune che può aumentare il rischio di ictus, anche quando è silente e senza sintomi. Il concetto di burden di FA, cioè il tempo totale trascorso in fibrillazione, aiuta a capire meglio il rischio individuale. Un burden di FA di almeno pochi minuti al giorno può aumentare il rischio di ictus, ma la decisione di iniziare una terapia preventiva deve sempre basarsi su una valutazione complessiva del paziente. Il monitoraggio continuo tramite dispositivi impiantabili offre nuove opportunità per una gestione più precisa e tempestiva della fibrillazione atriale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Boriani

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