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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/09/2016 Lettura: ~2 min

TIA e ictus non diminuiscono: è importante trattare con anticoagulanti più pazienti indicati

Fonte
Chamberlain AM et al. JAHA 2016; 5: e003408

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 04/02/2026

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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Un recente studio ha mostrato che il numero di attacchi ischemici transitori (TIA) e ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non sta più diminuendo come in passato. Questo evidenzia l'importanza di aumentare l'uso di terapie anticoagulanti in chi ne ha bisogno, per ridurre i rischi di eventi cerebrovascolari.

Che cosa ha studiato la ricerca

Uno studio condotto nella contea di Olmstead, dove si trova la Mayo Clinic, ha analizzato 3247 pazienti con fibrillazione atriale seguiti per circa 4,6 anni. Durante questo periodo, il 10% di loro ha avuto un attacco ischemico transitorio (TIA) o un ictus.

Ogni anno, il 2,1% dei pazienti ha avuto un nuovo episodio di TIA o ictus, mentre il 1,5% ha avuto solo un ictus.

Andamento dell'incidenza di TIA e ictus

Negli anni precedenti, si era osservata una diminuzione costante degli ictus grazie all'uso crescente di farmaci anticoagulanti orali. Negli anni '80, solo il 9% dei pazienti con fibrillazione atriale riceveva questa terapia, mentre nel periodo 2000-2010 la percentuale è salita al 50%.

Tuttavia, negli ultimi anni questa percentuale non è più aumentata, nemmeno in un centro di eccellenza come quello dello studio. Di conseguenza, il numero di TIA e ictus si è stabilizzato, senza ulteriori riduzioni.

Situazione in Italia

Questi dati sono simili a quelli osservati in Italia, dove circa la metà dei pazienti con fibrillazione atriale viene trattata con anticoagulanti. La percentuale è leggermente più alta nei pazienti più giovani (sotto i 65 anni) e più bassa negli anziani.

Perché è importante aumentare il trattamento anticoagulante

  • Molti pazienti con fibrillazione atriale assumono solo aspirina o nessuna terapia antitrombotica, anche se le linee guida mediche raccomandano l'anticoagulazione.
  • L'arrivo dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) ha semplificato il trattamento, eliminando la necessità di controlli frequenti del sangue (monitoraggio dell'INR).
  • I NAO permettono di trattare anche pazienti con un rischio maggiore di sanguinamenti, riducendo in modo significativo il rischio di emorragie cerebrali rispetto ai farmaci tradizionali.

Per questi motivi, è auspicabile che sempre più pazienti con fibrillazione atriale vengano trattati con anticoagulanti, così da ridurre nuovamente il numero di ictus ischemici.

In conclusione

L'incidenza di TIA e ictus nei pazienti con fibrillazione atriale si è stabilizzata negli ultimi anni, probabilmente perché non è aumentato l'uso di terapie anticoagulanti. Utilizzare più diffusamente i nuovi anticoagulanti orali potrebbe aiutare a ridurre nuovamente questi eventi, migliorando la salute e la sicurezza dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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