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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/09/2016 Lettura: ~2 min

Il valore del late gadolinium enhancement nella cardiomiopatia non ischemica

Fonte
Juan Gaztanaga, MD - DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.amjcard.2016.06.059.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come una particolare tecnica di risonanza magnetica può aiutare a capire meglio la prognosi in pazienti con una forma di malattia cardiaca chiamata cardiomiopatia non ischemica. L'obiettivo è fornire informazioni chiare e rassicuranti su come certi segni rilevati con questa tecnica possono indicare un maggior rischio di complicazioni.

Che cos'è la cardiomiopatia non ischemica e il late gadolinium enhancement (LGE)

La cardiomiopatia non ischemica è una malattia del cuore che non è causata da problemi alle arterie coronarie. In questi pazienti, la funzione del cuore può essere ridotta, come indicato da un valore di frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS) pari o inferiore al 40%, che significa che il cuore pompa meno sangue del normale.

Il late gadolinium enhancement (LGE) è un segno che si può vedere con la risonanza magnetica cardiaca dopo l'iniezione di un mezzo di contrasto chiamato gadolinio. Questo segno indica la presenza di tessuto cardiaco danneggiato o cicatriziale.

Lo studio e i suoi risultati principali

In uno studio su 105 pazienti con cardiomiopatia non ischemica e FEVS ≤ 40%, è stata valutata la presenza di LGE con la risonanza magnetica. I pazienti sono stati seguiti per circa 2 anni in media.

  • Il LGE è stato trovato nel 68% dei pazienti, soprattutto in uomini e in chi aveva un ventricolo destro più grande.
  • Durante il periodo di osservazione, 26 pazienti hanno avuto eventi importanti, come ricovero per insufficienza cardiaca, interventi con defibrillatore impiantabile o morte.
  • La maggior parte di questi eventi (23 su 26) si è verificata nei pazienti con LGE.

La sopravvivenza senza eventi è risultata significativamente peggiore nei pazienti con LGE rispetto a quelli senza questo segno.

Importanza del LGE per la prognosi

Anche dopo aver considerato altri fattori di rischio come età, sesso e funzione cardiaca, la presenza di LGE rimane un indicatore importante di un rischio più alto di complicazioni. In pratica, avere LGE aumenta di circa 4 volte il rischio di avere eventi gravi.

In conclusione

Il late gadolinium enhancement rilevato con la risonanza magnetica è un segno importante che può aiutare a identificare i pazienti con cardiomiopatia non ischemica che hanno un rischio maggiore di problemi seri. Questo può essere utile per monitorare meglio la malattia e prendere decisioni più informate insieme al medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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