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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/09/2016 Lettura: ~3 min

Chiusura percutanea delle perdite intorno alle valvole cardiache: risultati dall’esperienza in Inghilterra e Irlanda

Fonte
Patrick A. Calvert - http://dx.doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.116.022684 Published: September 27, 2016

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chiusura percutanea delle perdite che si possono formare intorno alle valvole cardiache sostituite è una procedura meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo testo spiega i risultati di un’importante esperienza clinica condotta in Inghilterra e Irlanda, per aiutare a capire meglio come funziona e quali sono i benefici e i rischi di questo trattamento.

Che cosa sono i leak paravalvolari

I leak paravalvolari sono perdite di sangue che si possono verificare intorno a una valvola cardiaca sostituita con un intervento chirurgico. Queste perdite si riscontrano in circa il 5% - 17% dei pazienti operati.

La chiusura percutanea come alternativa

La chiusura percutanea è una procedura che permette di chiudere queste perdite senza dover aprire di nuovo il torace. Viene utilizzato un piccolo dispositivo inserito attraverso i vasi sanguigni per tappare il passaggio anomalo del sangue.

Dati raccolti in Inghilterra e Irlanda

Tra il 2004 e il 2015, 259 pazienti in 20 centri hanno tentato questa procedura in 308 occasioni. L’età media era di 67 anni e circa un terzo erano donne.

Perché si esegue la chiusura

  • Il 80% dei pazienti aveva insufficienza cardiaca, cioè il cuore non funzionava bene.
  • Il 16% aveva emolisi, cioè la distruzione dei globuli rossi causata dalla perdita.

Come si esegue la procedura

I dispositivi sono stati inseriti con successo nel 91% dei casi, usando diversi accessi ai vasi sanguigni:

  • Accesso radiale (dal polso): 7%
  • Accesso arterioso femorale (dall’inguine): 52%
  • Accesso venoso femorale: 33%
  • Approccio trans-apicale (attraverso il cuore): 7%

Valvole coinvolte

  • Valvola mitrale: 44%
  • Valvola aortica: 48%
  • Entrambe le valvole: 2%
  • Valvola polmonare: 0,4%
  • Sostituzione valvolare aortica per via percutanea: 5%

Risultati e miglioramenti

Prima della procedura, il leak era severo nel 61% dei casi, moderato nel 34% e lieve nel 5,7%. Dopo l’intervento, un terzo dei pazienti non mostrava miglioramenti, mentre gli altri avevano una riduzione della gravità della perdita.

La classe NYHA, che misura la gravità dei sintomi di insufficienza cardiaca, è migliorata significativamente da 2,7 a 1,6 in media dopo la procedura.

Rischi e complicazioni

La mortalità ospedaliera è stata:

  • 2,9% per interventi programmati
  • 6,8% per interventi urgenti
  • 50% per interventi d’emergenza

Durante il follow-up, il 16% dei pazienti è deceduto, il 6% ha richiesto un intervento chirurgico, e sono stati segnalati pochi casi di complicazioni legate al dispositivo o nuova emolisi.

Fattori di rischio

  • La presenza di leak persistente dopo la procedura aumenta il rischio di eventi gravi e di morte.
  • Il coinvolgimento della valvola mitrale è associato a un rischio maggiore di complicazioni.
  • Altri fattori legati a un peggioramento sono la gravità dei sintomi e la funzione renale all’inizio.

In conclusione

La chiusura percutanea dei leak paravalvolari è una procedura efficace che può migliorare la situazione clinica e i sintomi dei pazienti. Tuttavia, la presenza di perdite residue dopo l’intervento è un segnale importante da monitorare, poiché è legata a un aumento del rischio di complicazioni e mortalità. Questa tecnica rappresenta un’alternativa valida alla chirurgia tradizionale, soprattutto per evitare interventi più invasivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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