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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/10/2016 Lettura: ~3 min

Il ruolo dei beta bloccanti nel trattamento dello scompenso cardiaco secondo le nuove linee guida ESC 2016

Fonte
2016 ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure. The Task Force for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2016;37:2129–2200.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 925 Sezione: 17

Introduzione

Le nuove linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) aggiornano le indicazioni per il trattamento dello scompenso cardiaco. Nonostante l'arrivo di nuovi farmaci, i beta bloccanti rimangono un trattamento fondamentale. Questo testo spiega in modo semplice le novità e l'importanza di questi farmaci nel contesto attuale.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e le sue forme

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Le nuove linee guida distinguono tre tipi principali di scompenso, basandosi sulla capacità del cuore di contrarsi, misurata dalla "frazione di eiezione":

  • Scompenso con funzione sistolica depressa: la capacità di contrazione è inferiore al 40%.
  • Scompenso "mid-range": la funzione è tra il 40 e il 49%, con segni di alterazioni cardiache e valori elevati di sostanze chiamate peptidi natriuretici.
  • Scompenso con funzione sistolica preservata: la funzione è pari o superiore al 50%, ma ci sono comunque segni di alterazioni strutturali o di funzionamento del cuore.

Per aiutare nella diagnosi, sono stati definiti valori specifici per i peptidi natriuretici nel sangue, che sono indicatori importanti dello scompenso.

Come si tratta lo scompenso cardiaco

Il trattamento mira a prevenire o ritardare la comparsa dello scompenso e a ridurre il rischio di morte. Oltre a modificare lo stile di vita e curare le malattie che possono causare lo scompenso (come l'ipertensione, il diabete o problemi cardiaci), i farmaci giocano un ruolo chiave.

Farmaci consolidati

  • ACE inibitori: sono efficaci anche nelle persone che non hanno ancora sintomi ma che mostrano una disfunzione del cuore.
  • Beta bloccanti: sono raccomandati soprattutto in chi ha avuto un infarto e aiutano a migliorare la funzione cardiaca.

Nuovi farmaci

  • Valsartan/sacubitril: un'associazione che aiuta a mantenere attivi i peptidi benefici per il cuore, migliorando gli esiti rispetto a farmaci più vecchi.
  • Ivabradina: utile in pazienti con frequenza cardiaca elevata nonostante l'uso di beta bloccanti, riduce il rischio di ospedalizzazione e morte.
  • Acidi grassi omega-3 (n-3 PUFA): hanno un effetto modesto ma positivo.

Il ruolo centrale dei beta bloccanti

Le nuove linee guida sottolineano che i beta bloccanti rimangono fondamentali e che il loro uso insieme agli ACE inibitori è consigliato fin dall'inizio della diagnosi, senza dover aspettare di aumentare la dose di ACE inibitori prima di iniziare i beta bloccanti.

Questi due tipi di farmaci agiscono in modo complementare e possono essere usati insieme per ottenere i migliori risultati.

Tra i beta bloccanti, quelli con evidenze scientifiche solide per lo scompenso sono: bisoprololo, carvedilolo, metoprololo succinato e nebivololo (quest'ultimo con qualche limitazione).

Beta bloccanti e fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia (battito irregolare del cuore). Nei pazienti con questa condizione e scompenso, i beta bloccanti non hanno mostrato un beneficio chiaro in termini di riduzione della morte o delle ospedalizzazioni, ma non aumentano nemmeno i rischi.

Per questo, le linee guida consigliano comunque di considerare i beta bloccanti come una strategia efficace per controllare la frequenza cardiaca in questi pazienti.

Altri usi dei beta bloccanti

I beta bloccanti sono anche indicati per prevenire la morte improvvisa in pazienti con aritmie ventricolari, per controllare l'angina stabile (dolore al petto) e per trattare l'ipertensione.

In conclusione

Le nuove linee guida europee confermano l'importanza dei beta bloccanti nel trattamento dello scompenso cardiaco. Nonostante l'arrivo di nuovi farmaci, i beta bloccanti rimangono un pilastro della terapia, da usare insieme agli ACE inibitori fin dall'inizio. Questi trattamenti combinati aiutano a migliorare la qualità di vita e a ridurre i rischi associati allo scompenso cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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