Innovazioni nel trattamento dell’ictus ischemico
L’International Stroke Conference 2025 ha presentato nuove strategie per curare l’ictus ischemico, che si verifica quando un vaso sanguigno nel cervello si blocca. Tra le novità più importanti ci sono:
- Uso del metilprednisolone: un farmaco con effetto antinfiammatorio e per ridurre il gonfiore cerebrale, somministrato insieme alla trombectomia endovascolare (una procedura per rimuovere il blocco nel vaso). Questo trattamento, iniziato entro 24 ore dai sintomi, ha migliorato la capacità di camminare autonomamente a 90 giorni e ha ridotto alcune complicazioni come l’emorragia cerebrale e la necessità di un intervento chirurgico per alleviare la pressione nel cervello.
- Combinazione di trombolisi endovenosa e trombectomia: una revisione di studi ha mostrato che usare insieme questi due trattamenti migliora la funzione neurologica a 3 mesi senza aumentare il rischio di sanguinamento nel cervello.
- Glibenclamide per prevenire l’edema cerebrale: questo farmaco, solitamente usato per il diabete, può aiutare a ridurre il gonfiore cerebrale dopo un ictus esteso bloccando un canale che fa entrare acqua nelle cellule cerebrali. Studi combinati hanno mostrato che il farmaco migliora i risultati a 90 giorni nei pazienti ad alto rischio di edema.
- Agonisti del recettore GLP-1: farmaci usati per il diabete di tipo 2, come il liraglutide, sembrano ridurre il rischio di nuovi ictus e migliorare la salute neurologica in pazienti diabetici dopo un ictus lieve o un attacco ischemico transitorio.
Nuove possibilità diagnostiche
La diagnosi rapida e corretta dell’ictus è fondamentale per iniziare subito il trattamento giusto. Una novità importante riguarda il GFAP, una proteina che si libera nel sangue quando c’è un’emorragia cerebrale:
- Il GFAP si alza rapidamente nelle prime ore dopo un’emorragia cerebrale, mentre si alza più lentamente negli ictus ischemici.
- Misurare il GFAP con un test rapido può aiutare a distinguere tra ictus emorragico e ischemico già prima di arrivare in ospedale.
- Uno studio su oltre 350 pazienti ha mostrato che il test è molto preciso, con valori che permettono di confermare o escludere l’emorragia cerebrale in modo affidabile.
In conclusione
Le nuove scoperte nel trattamento e nella diagnosi dell’ictus offrono speranze per migliorare la cura e la qualità della vita dei pazienti. Farmaci innovativi, combinazioni di terapie e test rapidi possono aiutare a intervenire più efficacemente e tempestivamente. La ricerca continua a progredire per ridurre le conseguenze dell’ictus e supportare meglio chi ne è colpito.