Che cos'è la sincope e perché è importante
La sincope è un episodio in cui una persona perde temporaneamente i sensi, spesso a causa di un calo del flusso di sangue al cervello. Questo può causare cadute e lesioni, soprattutto negli anziani. Anche i giovani possono sperimentare svenimenti, spesso per motivi diversi, e temono che possano nascondere problemi seri al cuore o al sistema nervoso.
La situazione attuale in Italia
Secondo un censimento condotto nel 2024 su 158 ospedali italiani:
Negli ultimi cinque anni, il numero di centri certificati è diminuito da 72 a 48, a causa della riduzione di personale e risorse nel Servizio Sanitario Nazionale.
Perché servono centri specializzati per la sincope
- Permettono di fare una diagnosi precisa e tempestiva.
- Aiutano a prevenire cadute e traumi, soprattutto negli anziani.
- Limitano ricoveri ospedalieri inutili e l’esecuzione di esami medici non necessari.
- Contribuiscono a risparmiare risorse per il sistema sanitario.
Non è necessario che ogni ospedale abbia un centro dedicato, ma sarebbe utile almeno un centro per ogni provincia italiana o per ogni unità sanitaria locale, in modo da garantire una distribuzione uniforme e accessibile.
Nuovi approcci per la diagnosi e il trattamento
Durante il congresso GIMSI sono state presentate novità importanti per gestire la sincope che non dipende da problemi cardiaci. Invece di classificare la sincope solo in base alla causa, si propone di considerare il fenotipo del paziente, cioè il tipo di sintomi e segni che presenta:
- Fenotipo ipotensivo: legato a una pressione sanguigna bassa.
- Fenotipo bradicardico: legato a un battito cardiaco troppo lento.
- Fenotipo misto: una combinazione dei due precedenti.
Questa classificazione si basa su esami specifici, come il monitoraggio della pressione per 24 ore e il protocollo SCAFA (Short CV Autonomic Function Assessment), che aiutano a scegliere la cura più adatta.
In conclusione
La sincope è un problema comune che richiede attenzione e strutture specializzate per una gestione efficace. In Italia, solo una parte degli ospedali ha centri certificati dedicati, e il loro numero è diminuito negli ultimi anni. Avere centri ben organizzati e distribuiti sul territorio può migliorare la diagnosi, ridurre i rischi per i pazienti e ottimizzare l’uso delle risorse sanitarie.