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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/03/2025 Lettura: ~2 min

Proteggere il cuore durante la terapia con trastuzumab: un nuovo modo per valutare il rischio

Fonte
Abdelrahman Ali et al. J Am Coll Cardiol CardioOnc. 2025. doi: 10.1016/j.jaccao.2024.12.007.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

La cura con trastuzumab ha migliorato molto il trattamento di un tipo di tumore al seno chiamato HER2-positivo. Tuttavia, può causare problemi al cuore. Questo testo spiega un nuovo metodo per capire meglio chi ha più probabilità di avere questi problemi e come questo può aiutare a controllare il cuore in modo più efficace e meno stressante.

Che cos'è la cardiotossicità da trastuzumab?

Il trastuzumab è un farmaco usato per curare il tumore al seno HER2-positivo. Anche se è molto efficace, può causare una disfunzione cardiaca, cioè il cuore può indebolirsi e non funzionare bene. Questo problema è chiamato cancer therapy–related cardiac dysfunction (CTRCD).

Come si controlla il cuore durante la terapia?

Attualmente, le linee guida consigliano di controllare la funzione del cuore misurando la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF), che indica quanto bene il cuore pompa il sangue, ogni tre mesi per tutti i pazienti, senza differenziare chi ha più o meno rischio.

Lo studio e i suoi risultati

Uno studio ha seguito 496 pazienti con tumore al seno HER2-positivo trattati con trastuzumab. Circa un terzo ha ricevuto anche un altro tipo di farmaco chiamato antracicline. Dopo circa 4 anni di osservazione:

  • Il 8,7% ha sviluppato problemi al cuore legati alla terapia (CTRCD).
  • Solo l'1,6% ha avuto insufficienza cardiaca con sintomi evidenti.

Lo studio ha usato un sistema per valutare il rischio di problemi al cuore, dividendo i pazienti in gruppi a basso, medio, alto e altissimo rischio.

  • Nei pazienti a basso rischio, solo il 3,6% ha avuto CTRCD e lo 0,4% ha sviluppato insufficienza cardiaca.
  • Nei pazienti a rischio intermedio, il 12,8% ha avuto CTRCD e il 2,1% insufficienza cardiaca.
  • Nei pazienti ad alto e altissimo rischio, il 32,1% ha avuto CTRCD e l'11% insufficienza cardiaca.

In particolare, nei pazienti a basso e medio rischio che hanno ricevuto solo trastuzumab, non si sono verificati casi di insufficienza cardiaca.

Cosa significa la stratificazione del rischio?

La stratificazione del rischio è un modo per capire chi ha più probabilità di sviluppare problemi al cuore. In questo studio, il metodo usato ha dimostrato di essere molto affidabile nel prevedere chi non avrà problemi (valore predittivo negativo del 96,4%).

Possibili vantaggi di questo nuovo approccio

  • Nei pazienti a basso rischio, si potrebbe ridurre la frequenza dei controlli del cuore.
  • Questo aiuterebbe a usare meglio le risorse sanitarie.
  • Ridurrebbe anche il disagio e lo stress per i pazienti.
  • Il tutto senza aumentare il rischio per la loro sicurezza.

In conclusione

Questo studio suggerisce che valutare il rischio individuale di problemi cardiaci durante la terapia con trastuzumab può aiutare a personalizzare i controlli. In particolare, chi ha un rischio basso potrebbe essere controllato meno spesso, mantenendo la sicurezza e migliorando l’esperienza di cura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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