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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/03/2025 Lettura: ~2 min

L’empagliflozin nell’ipertensione resistente e nello scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata: risultati dello studio EMPEROR-Preserved

Fonte
Bohm et al. European Heart Journal, ehae938, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae938.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come l'empagliflozin, un farmaco usato per alcune malattie cardiache, agisce in persone con ipertensione resistente e scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata. I risultati provengono da uno studio importante che ha valutato gli effetti di questo trattamento su pressione sanguigna e salute del cuore e dei reni.

Che cos’è l’ipertensione resistente e lo scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata (HFpEF)

L’ipertensione è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è troppo alta. Può essere:

  • Controllata: la pressione è mantenuta entro valori adeguati con il trattamento.
  • Non controllata: la pressione resta alta nonostante la terapia.
  • Resistente: la pressione rimane alta anche con più farmaci.

Lo scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata (HFpEF) è una forma di insufficienza cardiaca in cui il cuore pompa il sangue con una capacità normale, ma ha difficoltà a riempirsi adeguatamente.

Lo studio EMPEROR-Preserved e cosa ha valutato

Lo studio ha coinvolto 5533 pazienti con HFpEF e diverse forme di ipertensione. I ricercatori hanno diviso i pazienti in tre gruppi:

  • ipertensione resistente (resHTN)
  • ipertensione non controllata (uctrHTN)
  • ipertensione controllata (ctrHTN)

Hanno analizzato come l’empagliflozin influenzasse:

  • la pressione arteriosa sistolica (PAS), cioè la pressione quando il cuore batte;
  • il tempo in cui la pressione rimaneva entro valori target;
  • le urgenze ipertensive, cioè episodi di pressione molto alta che richiedono attenzione immediata;
  • gli esiti cardiovascolari e renali, cioè la salute del cuore e dei reni.

Risultati principali

L’empagliflozin ha ridotto la pressione sistolica in tutti i gruppi, con un effetto leggermente maggiore nei pazienti con ipertensione resistente nelle prime settimane. Successivamente, le differenze tra i gruppi non sono state significative.

Questa riduzione moderata della pressione ha portato a:

  • un aumento del tempo in cui la pressione era nel range desiderato;
  • una diminuzione delle urgenze ipertensive.

Il rischio di eventi cardiovascolari era più alto nei pazienti con ipertensione resistente, ma l’effetto benefico dell’empagliflozin su questi eventi è stato simile in tutti i gruppi.

Inoltre, il farmaco ha migliorato la funzione renale e la qualità della vita in modo simile indipendentemente dal tipo di ipertensione.

In conclusione

Tra le persone con HFpEF, l’ipertensione resistente è comune e associata a un rischio più alto di problemi cardiaci rispetto all’ipertensione controllata o non controllata.

L’empagliflozin ha mostrato benefici simili in tutti i gruppi, suggerendo che modifiche moderate della pressione sanguigna non influenzano in modo significativo gli esiti complessivi, ma il farmaco può comunque migliorare la salute del cuore e dei reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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