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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2017 Lettura: ~2 min

Quale strategia terapeutica contro l’ipertensione resistente? Lo studio PATHWAY-2 ci mostra la via!

Fonte
Davide Bolignano - G Ital Cardiol 2016;17(12):951-953.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L’ipertensione resistente è una condizione in cui la pressione del sangue rimane alta nonostante l’uso di più farmaci. Capire quale trattamento sia più efficace è importante per migliorare la salute delle persone affette. Lo studio PATHWAY-2 ha esaminato questo tema per trovare la terapia più adatta.

Che cos’è l’ipertensione resistente

L’ipertensione resistente si verifica quando la pressione arteriosa rimane alta nonostante l’assunzione di almeno tre farmaci antipertensivi a dosi massime tollerate. Questo problema può aumentare il rischio di complicazioni cardiovascolari.

Obiettivo dello studio PATHWAY-2

Lo studio ha voluto capire quale farmaco, aggiunto alla terapia già in uso, fosse più efficace nel ridurre la pressione sanguigna in pazienti con ipertensione resistente. In particolare, si è ipotizzato che la causa principale fosse un’eccessiva ritenzione di sodio (sale) nel corpo.

Come è stato condotto lo studio

  • Hanno partecipato 335 pazienti di età tra 18 e 79 anni, con pressione alta non controllata nonostante l’uso di tre farmaci.
  • I pazienti hanno ricevuto, in modo casuale e senza sapere quale farmaco stavano assumendo, quattro trattamenti diversi a rotazione: spironolattone, bisoprololo, doxazosina e placebo.
  • Ogni trattamento è durato 12 settimane, con aumento della dose a metà periodo.
  • La pressione arteriosa è stata misurata a casa per valutare l’efficacia dei farmaci.

Risultati principali

Lo spironolattone, un farmaco che aiuta a eliminare il sodio in eccesso, ha mostrato la maggiore riduzione della pressione arteriosa rispetto agli altri farmaci e al placebo.

  • La diminuzione media della pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) è stata di circa 8,7 mmHg in più rispetto al placebo.
  • Questo risultato conferma che la ritenzione di sodio è un fattore importante nell’ipertensione resistente.

Sicurezza e tollerabilità

Lo spironolattone è stato generalmente ben tollerato. Solo pochi pazienti hanno avuto un aumento del potassio nel sangue, un effetto che viene monitorato durante il trattamento.

In conclusione

Lo studio PATHWAY-2 ha dimostrato che aggiungere lo spironolattone alla terapia di base è la strategia più efficace per abbassare la pressione nei pazienti con ipertensione resistente. Questo suggerisce che il controllo della ritenzione di sodio è fondamentale per gestire questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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