Che cosa sono gli inibitori del RAS?
Gli inibitori del sistema renina-angiotensina (RAS) sono farmaci che aiutano a ridurre il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Vengono spesso usati per trattare l’ipertensione (pressione alta) e altre condizioni cardiache.
Risultati degli studi precedenti
Alcuni studi hanno mostrato che questi farmaci possono ridurre il rischio di eventi cardiovascolari e la mortalità (il rischio di morte) nei pazienti con malattia coronarica, anche se non hanno insufficienza cardiaca evidente.
Tuttavia, altri studi come PEACE, QUIET, CAMELOT e IMAGINE non hanno trovato benefici aggiuntivi rispetto al placebo (farmaco inattivo) in pazienti con malattia coronarica stabile e funzione cardiaca normale o quasi normale.
Queste differenze potrebbero essere dovute al fatto che in alcuni studi i pazienti ricevevano già trattamenti intensi come la rivascolarizzazione (procedure per migliorare il flusso sanguigno al cuore) e farmaci per abbassare il colesterolo, riducendo così la frequenza degli eventi cardiaci.
Linee guida attuali
Le linee guida ufficiali raccomandano l’uso degli inibitori del RAS in pazienti con malattia coronarica che hanno anche:
- ipertensione (pressione alta),
- diabete,
- funzione cardiaca ridotta (frazione di eiezione ventricolare sinistra del 40% o meno),
- malattia renale cronica,
- altre malattie vascolari.
Queste raccomandazioni sono valide salvo controindicazioni, cioè situazioni in cui il farmaco potrebbe essere pericoloso o non adatto.
Lo studio in esame
Lo studio ha analizzato 24 sperimentazioni con quasi 62.000 pazienti seguiti per un totale di oltre 198.000 anni-paziente (cioè sommando il tempo di osservazione di tutti i pazienti).
Risultati principali
- Gli inibitori del RAS hanno ridotto la mortalità per qualsiasi causa rispetto al placebo (con un rischio ridotto del 16%).
- Hanno anche ridotto il rischio di sviluppare insufficienza cardiaca.
- Ma rispetto a pazienti trattati con altri farmaci attivi, gli inibitori del RAS non hanno mostrato vantaggi significativi sulla mortalità o sull’insufficienza cardiaca.
- Risultati simili sono stati osservati per la mortalità dovuta a problemi cardiaci, l’ictus e l’angina (dolore al petto).
- I benefici sembrano limitati ai pazienti con un alto rischio di eventi cardiaci.
In conclusione
In sintesi, per i pazienti con malattia coronarica ma senza insufficienza cardiaca e a basso rischio, gli inibitori del RAS potrebbero non offrire benefici maggiori rispetto ad altri farmaci. Questi farmaci sembrano più utili in persone con un rischio elevato di problemi cardiaci.