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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/03/2017 Lettura: ~2 min

Effetti del sacubitril/valsartan rispetto all’olmesartan sulla pressione arteriosa centrale negli anziani con ipertensione sistolica

Fonte
Williams B - Hypertension. 2017 Mar;69(3):411-420. doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.116.08556.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gestire l’ipertensione sistolica negli anziani può essere difficile. Uno studio importante ha confrontato due farmaci per capire quale sia più efficace nel controllare la pressione arteriosa centrale, cioè la pressione nelle grandi arterie vicino al cuore. Qui spieghiamo i risultati in modo semplice e chiaro.

Che cos’è lo studio PARAMETER?

Lo studio PARAMETER è stato fatto per confrontare due farmaci usati per l’ipertensione sistolica negli anziani, cioè la pressione alta nelle arterie quando il cuore si contrae. I due farmaci sono:

  • Sacubitril/valsartan: un nuovo tipo di farmaco che aiuta a rilassare i vasi sanguigni agendo su enzimi specifici.
  • Olmesartan: un farmaco già conosciuto che blocca l’azione di una sostanza che fa alzare la pressione.

Lo studio ha coinvolto 454 pazienti con età media di circa 68 anni, tutti con ipertensione sistolica e arterie rigide, una condizione comune negli anziani.

Come è stato condotto lo studio?

I pazienti hanno ricevuto uno dei due farmaci una volta al giorno per 12 settimane. Se la pressione non raggiungeva i valori desiderati (<140/90 mmHg), venivano aggiunti altri farmaci per abbassarla meglio. Lo studio è durato fino a 52 settimane, cioè un anno, mantenendo il confronto tra i due trattamenti senza che i pazienti o i medici sapessero quale farmaco veniva somministrato (studio in doppio cieco).

Cosa hanno mostrato i risultati?

  • Dopo 12 settimane, il sacubitril/valsartan ha ridotto la pressione aortica centrale sistolica (la pressione nelle arterie principali vicino al cuore) più dell’olmesartan di circa 3,7 mmHg, un risultato significativo.
  • Altri parametri di pressione, come la pressione differenziale e la pressione misurata durante 24 ore, erano anch’essi più bassi con sacubitril/valsartan.
  • Dopo un anno, la pressione sanguigna era simile tra i due gruppi, ma più pazienti trattati con olmesartan avevano bisogno di farmaci aggiuntivi per controllarla (47% contro 32%).
  • Entrambi i trattamenti sono stati ben tollerati, senza differenze importanti negli effetti collaterali.

Perché è importante la pressione arteriosa centrale?

La pressione arteriosa centrale è un indicatore importante perché riflette meglio lo sforzo che il cuore deve fare rispetto alla pressione misurata al braccio. Ridurla può aiutare a proteggere il cuore e le arterie da danni nel tempo.

In conclusione

Lo studio PARAMETER ha dimostrato che il sacubitril/valsartan è più efficace dell’olmesartan nel ridurre la pressione arteriosa centrale negli anziani con ipertensione sistolica e arterie rigide. Questo può rappresentare un vantaggio nel trattamento di questa condizione, con un buon profilo di sicurezza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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