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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/03/2017 Lettura: ~4 min

La neurostimolazione nel trattamento dello scompenso cardiaco

Fonte
Intervista a Edoardo Gronda, Dipartimento Cardiovascolare IRCCS MultiMedica, Sesto San Giovanni, Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Edoardo Gronda Aggiornato il 04/02/2026

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Introduzione

La neurostimolazione è una nuova possibilità di trattamento per chi soffre di scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non funziona bene. Anche se le cure attuali hanno migliorato la situazione, lo scompenso rimane una malattia seria. In questo testo spieghiamo come funziona la neurostimolazione e quali sono i suoi benefici, con un linguaggio semplice e chiaro.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e perché è difficile da curare

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Nonostante i progressi nei trattamenti, rimane una delle principali cause di malattia e morte nei paesi occidentali. Questo succede perché, anche con le cure migliori disponibili oggi, la funzione del cuore migliora solo in parte e per un tempo limitato, circa 15 anni. Il cuore continua a non funzionare bene, e questo fa attivare dei meccanismi di compenso nel corpo.

Come il corpo reagisce allo scompenso cardiaco

Quando il cuore non funziona bene, il corpo cerca di aiutare attivando il sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni automatiche come il battito cardiaco e la pressione del sangue. In particolare, si attiva il sistema simpatico, che aiuta temporaneamente a mantenere la circolazione sanguigna. Questo sistema stimola i vasi sanguigni a restringersi per mantenere la pressione e il flusso del sangue.

Tuttavia, se la disfunzione cardiaca dura a lungo, questa attivazione diventa dannosa. L'attivazione continua del sistema simpatico può danneggiare gli organi, incluso il cuore stesso, peggiorando la malattia. Inoltre, si riduce l'azione del nervo vago, che normalmente aiuta a bilanciare il sistema nervoso. Questo squilibrio favorisce la progressione dello scompenso cardiaco e riduce la sopravvivenza.

Perché è importante bilanciare il sistema nervoso

La perdita del normale equilibrio tra sistema simpatico e nervo vago è un segno di prognosi sfavorevole nello scompenso cardiaco. Per questo motivo, è importante trovare trattamenti che riducano l'eccessiva attivazione simpatica e ristabiliscano il bilanciamento con il nervo vago.

I trattamenti di neurostimolazione testati finora

  • Denervazione renale: una tecnica che mira a ridurre l'attività nervosa dei reni per abbassare la pressione. Studi importanti non hanno dimostrato benefici significativi né per l'ipertensione né per lo scompenso cardiaco.
  • Stimolazione vagale: consiste nel stimolare il nervo vago per migliorare il bilanciamento nervoso. Anche questa tecnica non ha mostrato i benefici sperati negli studi più recenti, probabilmente perché stimola tutto il nervo senza selezionare le fibre giuste.

La stimolazione barorecettoriale: un approccio efficace

L'unico trattamento che ha mostrato risultati positivi è la stimolazione barorecettoriale. Questo metodo utilizza un dispositivo chiamato Barostim Neo che stimola i barocettori, cioè dei sensori naturali presenti nei vasi sanguigni che regolano la pressione e l'attività del sistema nervoso autonomo.

Stimolando questi barocettori, si ristabilisce il normale equilibrio tra sistema simpatico e nervo vago, migliorando la funzione del cuore e degli altri organi. Studi hanno dimostrato che questa stimolazione riduce l'attività simpatica e mantiene attiva quella vagale per lungo tempo, fino a 42 mesi dopo l'inizio della terapia.

Inoltre, è stato osservato che questa terapia riduce le ospedalizzazioni per scompenso e abbassa i livelli di un marker chiamato NT pro-BNP, che indica lo stress del cuore.

Quando considerare la stimolazione barorecettoriale

Questo trattamento è indicato soprattutto per pazienti con scompenso cardiaco in classe funzionale NYHA III, cioè con sintomi evidenti durante le attività quotidiane, che non migliorano nonostante le cure mediche ottimali. È particolarmente utile quando non è possibile utilizzare la terapia di resincronizzazione cardiaca.

L'obiettivo è prevenire un peggioramento della malattia e evitare trattamenti più invasivi come l'assistenza meccanica o il trapianto di cuore.

Chi può rispondere meglio alla terapia

I pazienti senza indicazione alla resincronizzazione cardiaca sembrano rispondere meglio alla stimolazione barorecettoriale. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per capire se anche chi ha già questo trattamento possa trarne beneficio.

Il futuro della neurostimolazione nello scompenso cardiaco

La stimolazione barorecettoriale, se usata con attenzione quando il paziente ha già raggiunto il miglior equilibrio possibile con le cure tradizionali, può aiutare a mantenere sotto controllo l'attivazione del sistema nervoso simpatico e a sostenere l'azione protettiva del nervo vago.

Questo effetto biologico si traduce in una riduzione delle ricadute di scompenso cardiaco e in una migliore qualità di vita per i pazienti.

In conclusione

La neurostimolazione, in particolare la stimolazione barorecettoriale, rappresenta una promettente terapia per lo scompenso cardiaco. Essa agisce ristabilendo l'equilibrio naturale tra i sistemi nervosi che regolano il cuore e la circolazione, contribuendo a rallentare la progressione della malattia e a migliorare la vita dei pazienti con sintomi persistenti nonostante le cure tradizionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Edoardo Gronda

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