Che cosa è stato studiato
Lo studio ha seguito per 5 anni 480 persone di 90 anni, raccolte tra il 2010 e il 2011. L’ipertensione arteriosa è stata definita in base a due criteri:
- uso di farmaci per abbassare la pressione;
- valori di pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore batte) superiori a 140 mmHg o diastolica (la pressione tra un battito e l’altro) superiori a 90 mmHg, misurati da seduti.
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi:
- Normotesi: persone con pressione normale (12,3%);
- Ipertesi non trattati: persone con pressione alta ma senza farmaci (12,7%);
- Ipertesi trattati: persone con pressione alta che assumevano farmaci (75%).
Caratteristiche dei gruppi
Chi assumeva farmaci per l’ipertensione mostrava più spesso:
- depressione;
- scompenso cardiaco (problemi al cuore);
- cardiopatia ischemica (ridotto afflusso di sangue al cuore);
- malattia renale cronica;
- minore attività fisica.
Risultati sulla sopravvivenza
Dopo 5 anni, la percentuale di persone ancora vive era:
- 51% tra gli ipertesi trattati;
- 72% tra gli ipertesi non trattati;
- 61% tra i normotesi.
Questi dati indicano che la sopravvivenza era più bassa nelle persone che assumevano farmaci per l’ipertensione e più alta in quelle con ipertensione non trattata, rispetto a chi aveva pressione normale.
Questi risultati erano validi indipendentemente da:
- capacità di svolgere le attività quotidiane;
- forza muscolare misurata con un test della mano;
- presenza di altre malattie.
Interpretazione del rischio di mortalità
Il rischio di morte, confrontato con chi aveva pressione normale (rischio 1,0), era:
- 1,38 (non aggiustato) per chi era iperteso e trattato;
- 0,7 (non aggiustato) per chi era iperteso e non trattato.
Dopo aver considerato altri fattori come lo stato di salute e la forza muscolare, i valori erano simili:
- 1,39 per gli ipertesi trattati;
- 0,67 per gli ipertesi non trattati.
Cosa significa
Lo studio suggerisce che nei pazienti di 90 anni o più, avere l’ipertensione senza trattamento non sembra aumentare il rischio di morte nei successivi 5 anni, anche tenendo conto di altre malattie e della capacità fisica.
In conclusione
Nei pazienti ultranovantenni, l’ipertensione non trattata non è associata a un aumento del rischio di mortalità a 5 anni. Al contrario, chi assume farmaci per l’ipertensione mostra una sopravvivenza più bassa, probabilmente legata a condizioni di salute più complesse. Questi dati aiutano a comprendere meglio come gestire la pressione alta in età molto avanzata.