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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2017 Lettura: ~2 min

Trattamento dell’ipertensione negli ultranovantenni e rischio di mortalità

Fonte
Stessman J et al. J Am Med Dir Assoc. 2017 Mar 1;18(3):277.e13-277.e19.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Ghiadoni Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1105 Sezione: 32

Introduzione

Questo testo riporta i risultati di uno studio che ha esaminato come il trattamento dell’ipertensione influisce sulla sopravvivenza delle persone di 90 anni o più. L’obiettivo è capire se curare la pressione alta in questa età può influire sul rischio di morte nei successivi 5 anni.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha seguito per 5 anni 480 persone di 90 anni, raccolte tra il 2010 e il 2011. L’ipertensione arteriosa è stata definita in base a due criteri:

  • uso di farmaci per abbassare la pressione;
  • valori di pressione arteriosa sistolica (la pressione quando il cuore batte) superiori a 140 mmHg o diastolica (la pressione tra un battito e l’altro) superiori a 90 mmHg, misurati da seduti.

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi:

  • Normotesi: persone con pressione normale (12,3%);
  • Ipertesi non trattati: persone con pressione alta ma senza farmaci (12,7%);
  • Ipertesi trattati: persone con pressione alta che assumevano farmaci (75%).

Caratteristiche dei gruppi

Chi assumeva farmaci per l’ipertensione mostrava più spesso:

  • depressione;
  • scompenso cardiaco (problemi al cuore);
  • cardiopatia ischemica (ridotto afflusso di sangue al cuore);
  • malattia renale cronica;
  • minore attività fisica.

Risultati sulla sopravvivenza

Dopo 5 anni, la percentuale di persone ancora vive era:

  • 51% tra gli ipertesi trattati;
  • 72% tra gli ipertesi non trattati;
  • 61% tra i normotesi.

Questi dati indicano che la sopravvivenza era più bassa nelle persone che assumevano farmaci per l’ipertensione e più alta in quelle con ipertensione non trattata, rispetto a chi aveva pressione normale.

Questi risultati erano validi indipendentemente da:

  • capacità di svolgere le attività quotidiane;
  • forza muscolare misurata con un test della mano;
  • presenza di altre malattie.

Interpretazione del rischio di mortalità

Il rischio di morte, confrontato con chi aveva pressione normale (rischio 1,0), era:

  • 1,38 (non aggiustato) per chi era iperteso e trattato;
  • 0,7 (non aggiustato) per chi era iperteso e non trattato.

Dopo aver considerato altri fattori come lo stato di salute e la forza muscolare, i valori erano simili:

  • 1,39 per gli ipertesi trattati;
  • 0,67 per gli ipertesi non trattati.

Cosa significa

Lo studio suggerisce che nei pazienti di 90 anni o più, avere l’ipertensione senza trattamento non sembra aumentare il rischio di morte nei successivi 5 anni, anche tenendo conto di altre malattie e della capacità fisica.

In conclusione

Nei pazienti ultranovantenni, l’ipertensione non trattata non è associata a un aumento del rischio di mortalità a 5 anni. Al contrario, chi assume farmaci per l’ipertensione mostra una sopravvivenza più bassa, probabilmente legata a condizioni di salute più complesse. Questi dati aiutano a comprendere meglio come gestire la pressione alta in età molto avanzata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Ghiadoni

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