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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/03/2017 Lettura: ~3 min

Nuovi progressi nel trattamento dello scompenso cardiaco con ARNI

Fonte
Nicola Ferrara e Dario Leosco, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

Negli ultimi anni, il trattamento dello scompenso cardiaco ha fatto grandi passi avanti grazie a nuovi farmaci. Questi miglioramenti sono particolarmente importanti per le persone anziane, che rappresentano la maggior parte dei pazienti con questa condizione. Qui spieghiamo in modo semplice come funzionano questi nuovi trattamenti e quali benefici possono offrire.

Che cos’è lo scompenso cardiaco e come si cura

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Negli ultimi 30 anni, sono stati introdotti farmaci importanti come gli ACE-inibitori, i sartani, i beta bloccanti e gli anti-aldosteronici. Questi farmaci aiutano a ridurre la mortalità e migliorano la qualità di vita delle persone con questa malattia.

Perché serve un nuovo farmaco

Nonostante i progressi, lo scompenso cardiaco rimane una malattia comune e grave, soprattutto negli anziani. Questo comporta molte ospedalizzazioni e costi sanitari elevati. Per questo è importante trovare nuovi trattamenti efficaci, in particolare per le persone più anziane.

Il nuovo farmaco: l’associazione valsartan/sacubitril (LCZ-696)

LCZ-696 è un farmaco che unisce due principi attivi:

  • Valsartan, che blocca una sostanza chiamata angiotensina II, coinvolta nell’aumento della pressione e nel peggioramento dello scompenso;
  • Sacubitril, che blocca un enzima chiamato neprilisina, permettendo agli ormoni naturali del corpo di agire meglio per aiutare il cuore.

Questi ormoni aiutano a eliminare il sale e l’acqua in eccesso, dilatano i vasi sanguigni e impediscono i danni al cuore come l’ispessimento e la formazione di tessuto cicatriziale.

I risultati dello studio PARADIGM-HF

Lo studio PARADIGM-HF è stato il più grande mai fatto su questo farmaco. Ha mostrato che LCZ-696 riduce del 20% la mortalità cardiaca rispetto al trattamento tradizionale con ACE-inibitori (come l’enalapril) in pazienti con scompenso e ridotta funzione del cuore.

Inoltre, ha ridotto del 21% le ospedalizzazioni per peggioramento dello scompenso. Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato.

Indicazioni attuali e linee guida

Le linee guida internazionali raccomandano l’uso di LCZ-696 per sostituire gli ACE-inibitori nei pazienti con scompenso cardiaco che hanno ancora sintomi nonostante la terapia ottimale.

Benefici specifici negli anziani

Gli anziani, spesso con altre malattie associate, traggono beneficio da questo farmaco. Lo studio ha mostrato una riduzione della mortalità e delle ri-ospedalizzazioni anche in questa fascia di età. Inoltre, il farmaco causa meno effetti collaterali come tosse, aumento della creatinina (un indicatore di funzione renale) e iperpotassiemia (eccesso di potassio nel sangue) rispetto agli ACE-inibitori.

Possibili usi futuri: scompenso con funzione cardiaca conservata

Un altro tipo di scompenso cardiaco, più comune negli anziani, è quello con funzione del cuore conservata. Studi preliminari suggeriscono che LCZ-696 potrebbe essere utile anche in questo caso, migliorando i sintomi e la struttura del cuore.

Un nuovo studio chiamato PARAGON-HF sta valutando se questo farmaco può ridurre mortalità e ospedalizzazioni in questi pazienti.

Effetti sulla pressione e sulla salute vascolare negli anziani

LCZ-696 è efficace nel controllare la pressione arteriosa, un fattore importante per prevenire lo scompenso, specialmente negli anziani. Inoltre, riduce la rigidità delle arterie, un altro elemento che aiuta a proteggere il cuore.

Sicurezza e funzione cognitiva

Alcuni avevano dubbi sul possibile rischio di problemi cognitivi o demenza legati a questo farmaco, ma finora non ci sono prove che aumenti questi rischi. Anzi, i dati finora raccolti non mostrano un peggioramento della memoria o della funzione cerebrale.

Uno studio chiamato PERSPECTIVE sta approfondendo questi aspetti, valutando gli effetti del farmaco sulla funzione cognitiva negli anni.

In conclusione

LCZ-696 rappresenta un importante progresso nel trattamento dello scompenso cardiaco, offrendo benefici significativi soprattutto per gli anziani. Riduce la mortalità, le ospedalizzazioni e ha un buon profilo di sicurezza. Nuove ricerche stanno esplorando ulteriori vantaggi, anche per forme di scompenso più comuni nella popolazione anziana. Questo farmaco sta cambiando il modo in cui si cura questa malattia, migliorando la vita di molte persone.

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