CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 23/03/2017 Lettura: ~2 min

Nuove riflessioni sul trattamento dell’ipertensione negli anziani alla luce dello studio SPRINT

Fonte
Andrea Ungar, Martina Rafanelli, Cardiologia e Medicina Geriatrica, AOU Careggi e Università degli Studi di Firenze

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1178 Sezione: 2

Introduzione

Il trattamento della pressione alta negli anziani è un tema importante e complesso. Recenti studi hanno portato nuove idee su come gestire questa condizione in persone di età avanzata, tenendo conto delle diverse esigenze e condizioni di salute. Qui spieghiamo in modo semplice le principali informazioni per capire meglio questo argomento.

Che cos’è l’ipertensione e perché è importante negli anziani

L’ipertensione arteriosa significa avere la pressione del sangue più alta del normale. È un fattore di rischio importante per malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Negli anziani, il rischio di problemi cardiovascolari aumenta con l’età, ma anche con il tempo di esposizione ad altri fattori di rischio.

La sfida del trattamento negli anziani

Decidere come e quando trattare l’ipertensione negli anziani è complesso. Bisogna considerare:

  • l’età
  • la presenza di altre malattie (comorbilità)
  • la fragilità fisica e mentale

Gli anziani possono essere divisi in due gruppi principali:

  • 60-70 anni
  • ultraottantenni (oltre 80 anni), spesso più fragili e con più problemi di salute

Risultati importanti da studi precedenti

Lo studio HYVET ha mostrato che trattare gli ultraottantenni con farmaci per abbassare la pressione può ridurre eventi gravi e mortalità. Tuttavia, questo studio ha incluso soprattutto persone tra 80 e 84 anni in buone condizioni fisiche e mentali, escludendo quelle più fragili o con problemi come l’ipotensione ortostatica (caduta della pressione quando ci si alza in piedi).

Fragilità e pressione sanguigna

La fragilità influenza molto il rapporto tra pressione e salute. Ad esempio:

  • Negli anziani con difficoltà a camminare o con problemi cognitivi, una pressione troppo bassa può essere dannosa.
  • In persone molto fragili, un controllo troppo intenso della pressione può aumentare il rischio di cadute, svenimenti e peggiorare la funzione renale.
  • È stato osservato un aumento dei ricoveri per fratture di femore poco dopo l’inizio della terapia in anziani molto fragili.

Linee guida attuali per il trattamento

Le linee guida europee consigliano:

  • Nei ultraottantenni, iniziare la terapia se la pressione sistolica (la più alta) è >160 mmHg, con un obiettivo tra 140 e 150 mmHg.
  • Negli anziani non fragili, con buona salute fisica e mentale, trattare se la pressione è >140 mmHg, puntando a valori <140 mmHg se la terapia è ben tollerata.
  • Riduzioni più intense della pressione sono ancora oggetto di discussione, soprattutto negli anziani fragili.

Nuove evidenze dallo studio SPRINT

Lo studio SPRINT ha mostrato che, in pazienti con più di 75 anni e ad alto rischio cardiovascolare, un trattamento più intenso per abbassare la pressione sistolica a ≤120 mmHg ha ridotto eventi cardiovascolari e mortalità rispetto a un trattamento meno intenso (obiettivo <140 mmHg).

Questi risultati sono stati osservati anche in pazienti più fragili, ma lo studio ha escluso persone con:

  • decadimento cognitivo
  • istituzionalizzazione
  • diabete
  • pregressi ictus
  • scompenso cardiaco in fase acuta

Inoltre, il trattamento intensivo ha aumentato alcuni effetti collaterali come svenimenti, episodi di pressione bassa, problemi ai reni e squilibri di sali nel sangue.

Importanza della modalità di misurazione della pressione

Nel studio SPRINT, la pressione è stata misurata in modo molto preciso:

  • tre misurazioni consecutive a un minuto di distanza
  • con un apparecchio automatico
  • in un ambiente tranquillo senza la presenza del medico

Questo metodo riduce l’effetto “camice bianco” (aumento della pressione per la presenza del medico) e porta a valori più bassi di circa 10 mmHg rispetto alla misurazione casuale in ambulatorio.

Per applicare in modo sicuro questi obiettivi nella pratica, sarebbe utile usare lo stesso metodo di misurazione o considerare la pressione misurata a casa, anche se al momento non ci sono indicazioni ufficiali in questo senso.

In conclusione

Il trattamento dell’ipertensione negli anziani deve essere personalizzato, considerando età, fragilità, altre malattie e modalità di misurazione della pressione. Studi recenti indicano che un controllo più intenso può essere utile in alcuni anziani, ma non in tutti, soprattutto nei più fragili. La scelta del trattamento deve sempre bilanciare benefici e rischi, con attenzione alle condizioni individuali.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA