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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/04/2025 Lettura: ~2 min

Il contropulsatore aortico non migliora la sopravvivenza a 60 giorni nei pazienti con scompenso cardiaco in shock cardiogeno

Fonte
ACC Congress 2025

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha valutato l'efficacia del contropulsatore aortico, un dispositivo utilizzato per aiutare il cuore in situazioni di grave insufficienza, in pazienti con scompenso cardiaco e shock cardiogeno. I risultati mostrano che questo strumento non migliora la sopravvivenza a breve termine né facilita il passaggio a terapie più avanzate come il trapianto di cuore.

Che cos'è il contropulsatore aortico (IABP)?

Il contropulsatore aortico è un dispositivo medico che si inserisce nell'aorta, la principale arteria del corpo, per aiutare il cuore a pompare meglio il sangue. Viene usato in situazioni di shock cardiogeno, una condizione grave in cui il cuore non riesce a fornire abbastanza sangue agli organi.

Lo studio Altshock-2

Questo studio è stato condotto in sette centri in Italia tra il 2020 e il 2024 e ha coinvolto 101 pazienti con scompenso cardiaco in shock cardiogeno. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • 53 pazienti trattati con il contropulsatore aortico (IABP)
  • 48 pazienti trattati con le cure standard senza l'uso dell'IABP

I pazienti avevano un'età media di 60 anni e la maggior parte erano uomini.

Risultati principali

  • Dopo 60 giorni, l'81% dei pazienti con IABP e il 75% di quelli con terapia standard erano ancora vivi o avevano ricevuto un trattamento di sostituzione cardiaca, come un trapianto.
  • Queste differenze non sono risultate significative, cioè il contropulsatore non ha migliorato la sopravvivenza o il passaggio a terapie avanzate.
  • Le complicanze tra i due gruppi erano simili, senza maggiori rischi associati all'IABP.

Implicazioni dello studio

Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché i risultati indicavano che l'uso precoce del contropulsatore aortico non offriva benefici aggiuntivi rispetto alle cure standard.

Gli esperti suggeriscono di rivedere le attuali raccomandazioni sull'uso sistematico di questo dispositivo e di condurre ulteriori ricerche per valutare altre strategie di supporto meccanico al cuore.

In conclusione

Il contropulsatore aortico non sembra migliorare la sopravvivenza a breve termine né facilitare il passaggio a terapie avanzate nei pazienti con scompenso cardiaco in shock cardiogeno. Questi risultati indicano l'importanza di continuare a studiare e migliorare le cure per questa grave condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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