Che cosa significa l’angioplastica coronarica e la doppia terapia antiaggregante
L'angioplastica coronarica è un intervento per aprire le arterie del cuore che sono strette o bloccate. Dopo questo intervento, i pazienti ricevono una doppia terapia antiaggregante, cioè due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Questi farmaci sono l'aspirina e una tienopiridina, un tipo di medicinale che impedisce alle piastrine di attaccarsi tra loro.
Cosa ha studiato lo studio DAPT
Lo studio DAPT ha seguito 11.648 pazienti che avevano fatto angioplastica coronarica e avevano preso aspirina e tienopiridina per almeno 12 mesi senza problemi. Dopo questo periodo, i pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato a prendere la tienopiridina per altri 18 mesi, l'altro l'ha sospesa.
Eventi ischemici ed emorragici dopo un anno dall’intervento
Durante il periodo di osservazione dopo la divisione in gruppi, sono stati registrati due tipi di eventi:
- Eventi ischemici (problemi legati all'ostruzione del flusso sanguigno), che si sono verificati nel 4% dei pazienti.
- Eventi di sanguinamento (emorragie di almeno entità moderata), che si sono verificati nel 2% dei pazienti.
Rischio di mortalità associato agli eventi
Il rischio di morte dopo un evento ischemico è risultato molto alto, pari a 27,2 decessi ogni 100 persone all’anno. Nell'intero gruppo di pazienti, la probabilità cumulativa di morte dopo un evento ischemico è stata dello 0,5%.
Per gli eventi di sanguinamento, il rischio di morte è stato leggermente inferiore, ma comunque significativo, con 21,5 decessi ogni 100 persone all’anno. La probabilità cumulativa di morte dopo un episodio di sanguinamento è stata dello 0,3% nella popolazione totale.
In conclusione
Nei pazienti che hanno ricevuto una doppia terapia antiaggregante per almeno un anno dopo l’angioplastica coronarica, gli eventi ischemici sono stati più frequenti degli eventi di sanguinamento. Entrambi i tipi di eventi sono stati associati a un rischio elevato di mortalità. Questo significa che sia i problemi legati alla circolazione del sangue sia quelli legati al sanguinamento richiedono attenzione e monitoraggio anche dopo il primo anno dall’intervento.