CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2017 Lettura: ~2 min

Zofenopril riduce meglio le ospedalizzazioni cardiovascolari rispetto a Ramipril dopo infarto

Fonte
Borghi C - J Cardiovasc Pharmacol. 2017. doi: 10.1097/FJC.0000000000000473.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1185 Sezione: 52

Introduzione

Questo testo presenta i risultati di uno studio importante che ha confrontato due farmaci usati dopo un infarto del cuore. I dati mostrano che uno dei farmaci, lo zofenopril, è più efficace nel prevenire le ospedalizzazioni per problemi cardiaci nel lungo periodo. Queste informazioni possono aiutare a capire meglio le opzioni di trattamento disponibili.

Che cosa ha studiato lo SMILE-4

Lo studio SMILE-4 ha coinvolto 771 pazienti che avevano avuto un infarto del cuore e avevano una funzione cardiaca ridotta (frazione di eiezione inferiore al 45%). Lo scopo era confrontare due farmaci, zofenopril e ramipril, per vedere quale fosse più efficace nel ridurre la morte o il ricovero in ospedale per problemi cardiovascolari entro un anno.

Risultati principali a un anno

  • Zofenopril ha mostrato un beneficio maggiore rispetto a ramipril nel ridurre il rischio di morte o ospedalizzazione per cause cardiovascolari.
  • Questo vantaggio era soprattutto dovuto alla riduzione delle ospedalizzazioni.
  • Il beneficio era evidente soprattutto quando i pazienti assumevano anche acido acetilsalicilico a basso dosaggio, un farmaco importante per questi pazienti.

Dati a lungo termine dopo 5 anni

Un gruppo di 265 pazienti dello studio è stato seguito per circa 5 anni e mezzo per verificare i risultati nel tempo:

  • Il 27.8% dei pazienti che assumevano zofenopril ha raggiunto l’obiettivo di morte o ospedalizzazione per cause cardiovascolari, contro il 43.8% di quelli con ramipril.
  • La riduzione delle ospedalizzazioni per problemi cardiaci rimaneva significativa con zofenopril.
  • Non si è osservata una differenza significativa nella mortalità tra i due gruppi.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati indicano che iniziare il trattamento con zofenopril dopo un infarto, soprattutto in presenza di una funzione cardiaca ridotta e con l’uso concomitante di acido acetilsalicilico, può aiutare a prevenire le ospedalizzazioni per problemi cardiaci meglio rispetto a ramipril.

In conclusione

Lo studio SMILE-4 conferma che lo zofenopril è più efficace del ramipril nel ridurre le ospedalizzazioni per cause cardiovascolari nei pazienti dopo un infarto con funzione cardiaca ridotta, soprattutto se associato all’uso di acido acetilsalicilico a basso dosaggio. Questo beneficio si mantiene anche dopo più di 5 anni di osservazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA