Che cosa è stato fatto nello studio
Tra il 2012 e il 2015, 150 pazienti con scompenso cardiaco avanzato sono stati divisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto il trattamento tradizionale, mentre l'altro ha ricevuto il trattamento tradizionale più un intervento di cure palliative gestito da un team multidisciplinare.
Quali sono stati gli obiettivi principali
Lo studio ha misurato la qualità della vita usando due scale:
- Il Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ), che valuta come il cuore influenza la vita quotidiana.
- La scala Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Palliative Care (FACIT-Pal), che misura il benessere generale in persone con malattie croniche.
Altri aspetti valutati
Sono stati anche osservati:
- Depressione e ansia, usando la scala Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS).
- Benessere spirituale, con la scala FACIT-Spiritual Well-Being (FACIT-Sp).
- Ricoveri ospedalieri e mortalità.
Risultati principali
I pazienti che hanno ricevuto le cure palliative insieme al trattamento tradizionale hanno mostrato un miglioramento significativo nella qualità della vita dopo 6 mesi:
- Il punteggio KCCQ è aumentato di circa 9,5 punti.
- Il punteggio FACIT-Pal è migliorato di quasi 12 punti.
- La depressione e l'ansia sono diminuite, con riduzioni rispettivamente di circa 2 e 1,8 punti nella scala HADS.
- Il benessere spirituale è aumentato di quasi 4 punti.
Non sono state osservate differenze importanti nei ricoveri ospedalieri o nella mortalità tra i due gruppi.
Significato dei risultati
L'aggiunta di un intervento di cure palliative ha migliorato in modo chiaro il benessere emotivo, spirituale e la qualità della vita delle persone con scompenso cardiaco avanzato, senza influire sul numero di ricoveri o sulla sopravvivenza.
In conclusione
Le cure palliative, offerte insieme al trattamento tradizionale, possono aiutare le persone con scompenso cardiaco avanzato a sentirsi meglio sotto diversi aspetti, migliorando la qualità della vita, l'umore e il benessere spirituale.