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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/07/2017 Lettura: ~4 min

Una Signora in rosso

Fonte
Claudio Ferri, Università dell'Aquila, Cattedra e Scuola di Medicina Interna - Università dell'Aquila, UOC Medicina Interna e Nefrologia - Ospedale San Salvatore, Coppito - AQ

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questa è la storia di una donna di 71 anni con una lunga storia di pressione alta e problemi cardiaci. Attraverso un attento controllo medico e modifiche nella terapia e nello stile di vita, è stato possibile migliorare la sua salute e ridurre i rischi associati. Raccontiamo il suo percorso in modo chiaro e rassicurante.

Chi è la paziente

La paziente è una donna di 71 anni, insegnante e preside di un liceo classico. Soffre di ipertensione arteriosa da molto tempo. Nel 2015 ha avuto episodi di dolore al petto tipici di angina, che indicano problemi alle arterie del cuore.

Trattamenti iniziali

Per questi motivi, un cardiologo ha iniziato una terapia con:

  • Acido acetilsalicilico (ASA) 100 mg al giorno, per prevenire la formazione di coaguli.
  • Rosuvastatina 10 mg al giorno, per abbassare il colesterolo.
  • Irbesartan 300 mg al giorno, un farmaco per la pressione.
  • Beta-bloccante nebivololo 2,5 mg al giorno, per proteggere il cuore.

Inoltre, a causa di un test da sforzo positivo, è stata eseguita una coronarografia che ha mostrato due restringimenti importanti in un'arteria del cuore, corretti con angioplastica. Altre lesioni minori erano presenti nelle altre arterie.

Controlli e nuovi sintomi

Dopo un anno di doppia terapia antiaggregante (ASA e clopidogrel), si è tornati a usare solo ASA. La paziente si è presentata in ambulatorio lamentando variazioni improvvise della pressione, con cali dopo i pasti che in qualche occasione hanno causato debolezza e necessità di sdraiarsi.

Durante la visita, la paziente appariva in buona salute generale, con un leggero sovrappeso e un soffio al collo dovuto a restringimenti delle arterie carotidi. La pressione e la frequenza cardiaca erano nella norma, e non riferiva difficoltà a camminare.

Esami e valutazioni

Il monitoraggio della pressione per 24 ore ha confermato un buon controllo, con una riduzione della pressione dopo i pasti. La paziente ha riferito di aver mangiato un pasto abbondante e condito quel giorno. Inoltre, assumeva il beta-bloccante al mattino e l'irbesartan prima di pranzo. Per paura dei "picchi" di pressione, aveva iniziato da sola a prendere un diuretico (furosemide) in modo non regolare.

L'ecografia delle arterie del collo ha mostrato restringimenti moderati. Gli esami del sangue erano nella norma, con colesterolo LDL a 84 mg/dL e HDL a 48 mg/dL.

Modifiche terapeutiche e consigli

Si è deciso di aumentare la dose di nebivololo a 5 mg al giorno per migliorare il controllo della frequenza cardiaca. È stato chiesto di sospendere il diuretico, poiché poteva causare cali di pressione dopo i pasti e aumentare l'ansia legata all'automisurazione.

L'irbesartan è stato sostituito con zofenopril 30 mg al giorno, da assumere nel pomeriggio, per evitare che il farmaco abbassi troppo la pressione subito dopo il pasto. La rosuvastatina è stata aumentata a 20 mg e spostata dopo cena, insieme all'ASA.

È stata incoraggiata l'abitudine a camminare ogni giorno e sono stati dati consigli per una dieta più equilibrata, con meno sale, formaggi e salumi, usando spezie per insaporire i cibi.

Risultati dopo 60 giorni

Al controllo successivo, la paziente non ha più avuto sintomi di calo di pressione dopo i pasti. Il colesterolo LDL è sceso a 51 mg/dL e la frequenza cardiaca si è stabilizzata intorno a 60 battiti al minuto. Il peso è diminuito leggermente e la dieta è stata ben accettata.

Considerazioni finali

La paziente aveva una pressione alta e un colesterolo elevato non trattato per molto tempo, che hanno causato problemi alle arterie del cuore e del collo. I "picchi" di pressione segnalati erano probabilmente legati all'ansia di misurarsi spesso la pressione, mentre il vero problema era il calo di pressione dopo i pasti.

L'aumento del beta-bloccante è stato deciso per migliorare il controllo della frequenza cardiaca, importante per la protezione del cuore. La scelta di zofenopril come farmaco per la pressione si basa su studi che ne dimostrano l'efficacia anche in associazione con l'ASA.

La modifica della dieta e l'aumento della statina hanno contribuito a ridurre il colesterolo a livelli consigliati dalle linee guida attuali.

In conclusione

Questa storia mostra come un attento controllo medico, la collaborazione tra paziente e medici, e piccoli cambiamenti nello stile di vita e nella terapia possono migliorare significativamente la salute di una persona con problemi cardiaci e pressione alta. È importante seguire le indicazioni del medico e comunicare sempre eventuali sintomi o dubbi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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