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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/10/2017 Lettura: ~3 min

Emicizumab: un nuovo farmaco per l'emofilia A con anticorpi contro il fattore VIII

Fonte
Oldenburg J et al. N Engl J Med. 2017 Aug 31;377(9):809-818. doi: 10.1056/NEJMoa1703068.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Emicizumab è un medicinale innovativo che aiuta le persone con emofilia A, una malattia che causa problemi nella coagulazione del sangue. Questo farmaco è particolarmente utile per chi ha sviluppato anticorpi che rendono inefficaci i trattamenti tradizionali. Di seguito spieghiamo come funziona e quali benefici può offrire.

Che cos'è l'emofilia A e quali sono le difficoltà nel trattamento

L'emofilia A è una malattia in cui il sangue fatica a coagulare a causa della mancanza o del malfunzionamento del fattore VIII, una proteina importante per fermare il sanguinamento. Il trattamento abituale consiste nell'iniettare questa proteina per via endovenosa.

Tuttavia, circa il 30% delle persone trattate sviluppa degli anticorpi neutralizzanti, chiamati anche inibitori, che impediscono al fattore VIII di funzionare. Questo rende il trattamento meno efficace o inutile.

Le alternative quando compaiono gli inibitori

Quando ci sono molti anticorpi contro il fattore VIII, si usano altre strategie, come:

  • Induzione della tolleranza immunitaria: un trattamento che cerca di abituare il corpo a non attaccare più il fattore VIII.
  • Agenti "by-pass": farmaci che aiutano la coagulazione aggirando il problema del fattore VIII, come il fattore VII attivato ricombinante o complessi protrombinici attivati.

Questi metodi però non sempre funzionano bene.

Come funziona Emicizumab

Emicizumab è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina creata in laboratorio che può legarsi a due altri fattori della coagulazione, il fattore IX e il fattore X. Facendo questo, Emicizumab aiuta a ripristinare la funzione del fattore VIII, anche in presenza di anticorpi contro di esso.

Il farmaco viene somministrato con un'iniezione sottocutanea (sotto la pelle) una volta alla settimana, rendendo più semplice il trattamento rispetto alle infusioni endovenose frequenti.

Risultati dello studio clinico

In uno studio di fase 3, sono stati coinvolti 109 pazienti maschi con emofilia A e inibitori del fattore VIII. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • 35 pazienti hanno ricevuto Emicizumab come profilassi (cioè per prevenire il sanguinamento).
  • 18 pazienti non hanno ricevuto questa profilassi.

I risultati principali sono stati:

  • Il gruppo con Emicizumab ha avuto in media 2,9 eventi di sanguinamento all'anno.
  • Il gruppo senza profilassi ha avuto in media 23,3 eventi all'anno.
  • Il 63% dei pazienti trattati con Emicizumab non ha avuto alcun episodio di sanguinamento.
  • Nel gruppo senza trattamento, solo un paziente non ha avuto sanguinamenti.

Effetti collaterali e sicurezza

Gli effetti indesiderati più comuni sono state reazioni nel punto dell'iniezione (circa il 15% dei casi), che di solito sono lievi.

In due pazienti che avevano ricevuto precedentemente molti trattamenti con complessi protrombinici attivati, si sono verificate complicazioni più serie come:

  • Microangiopatia trombotica: una condizione in cui piccoli vasi sanguigni si ostruiscono.
  • Trombosi: formazione di coaguli di sangue pericolosi.

Non sono stati trovati anticorpi contro Emicizumab, il che indica che il farmaco non è stato riconosciuto come un corpo estraneo dal sistema immunitario.

In conclusione

Emicizumab è un trattamento sicuro e efficace per le persone con emofilia A che hanno sviluppato anticorpi contro il fattore VIII. Riduce significativamente il rischio di sanguinamento e può migliorare la qualità della vita grazie alla somministrazione semplice e meno frequente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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