Che cosa è stato studiato
Gli studiosi hanno esaminato la variabilità della pressione arteriosa sistolica tra le visite mediche, cioè quanto la pressione cambia da una visita all'altra, in pazienti ad alto rischio. Questi pazienti erano trattati per mantenere la pressione sotto due diversi obiettivi: uno più basso (meno di 120 mmHg) e uno standard (meno di 140 mmHg).
Come è stata misurata la variabilità
La variabilità è stata calcolata usando le misurazioni della pressione arteriosa fatte a 3, 6, 9 e 12 mesi durante lo studio. In particolare, è stato usato un valore chiamato coefficiente di variazione per capire quanto la pressione cambiava nel tempo.
Chi aveva una maggiore variabilità
- Persone più anziane
- Donne
- Persone di razza nera
- Fumatori
- Persone con malattia renale cronica
- Persone con malattia coronarica (problemi al cuore)
Questi fattori erano legati a una maggiore variabilità della pressione.
Effetto dei farmaci sulla variabilità
- I diuretici tiazidici e i bloccanti dei canali del calcio diidropiridinici erano associati a una minore variabilità.
- Gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e i bloccanti del recettore dell'angiotensina erano associati a una maggiore variabilità.
Risultati principali
- Non c'era differenza nella variabilità tra chi aveva un trattamento intensivo o standard.
- La variabilità della pressione arteriosa non era legata agli eventi cardiovascolari gravi, come attacchi di cuore o ictus.
- Non c'era associazione con lo scompenso cardiaco.
- Il gruppo con la variabilità più alta aveva un rischio maggiore di morte per qualsiasi causa, ma questa relazione era debole e non definitiva.
Cosa significa tutto questo
I risultati suggeriscono che, per ora, i medici dovrebbero concentrarsi soprattutto sul mantenere la pressione arteriosa sotto controllo piuttosto che preoccuparsi troppo delle variazioni tra una visita e l'altra. Solo studi futuri potranno chiarire se ridurre la variabilità tra visite porta a benefici maggiori.
In conclusione
La variabilità della pressione arteriosa tra visite non sembra essere un fattore importante per prevedere problemi al cuore o alla circolazione in pazienti ad alto rischio trattati per abbassare la pressione. È più importante mantenere la pressione sotto controllo secondo gli obiettivi stabiliti.