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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/10/2017 Lettura: ~2 min

Controllo intensivo della pressione sistolica: effetti su reni e cuore

Fonte
Beddhu S et al. Ann Intern Med. 2017 Sep 19;167(6):375-383. doi: 10.7326/M16-2966.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha valutato come un controllo più stretto della pressione arteriosa sistolica possa influenzare la salute dei reni e del cuore. È importante capire sia i benefici che i possibili rischi di mantenere la pressione molto bassa.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 6662 persone con pressione alta e un rischio elevato di problemi al cuore. Tutti avevano una buona funzione renale all'inizio, misurata con un parametro chiamato filtrato glomerulare stimato (eGFR), che indicava almeno 60 mL/min/1.73 m2.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • Controllo intensivo: obiettivo di pressione sistolica inferiore a 120 mmHg.
  • Controllo standard: obiettivo di pressione sistolica inferiore a 140 mmHg.

La pressione e la funzione renale sono state controllate ogni 3 mesi per 3 anni.

Risultati principali

Durante il periodo di osservazione, la funzione renale (eGFR) è diminuita un po' di più nel gruppo con controllo intensivo:

  • A 6 mesi, la differenza media era di circa 3,3 mL/min/1,73 m2 in meno rispetto al gruppo standard.
  • A 18 mesi, questa differenza è arrivata a circa 4,5 mL/min/1,73 m2 e poi si è stabilizzata.

Inoltre, dopo 3 anni, la malattia renale cronica (definita come una riduzione significativa della funzione renale) è comparsa nel:

  • 3,7% dei pazienti con controllo intensivo.
  • 1,0% dei pazienti con controllo standard.

Questo significa che il rischio di sviluppare problemi renali era più alto nel gruppo con pressione più bassa.

Benefici cardiovascolari e sulla mortalità

Nonostante il rischio renale aumentato, il gruppo con controllo intensivo ha avuto meno eventi gravi al cuore e meno morti per qualsiasi causa:

  • 4,9% ha avuto eventi o è morto nel gruppo intensivo.
  • 7,1% nel gruppo standard.

Quindi, abbassare la pressione in modo più deciso ha portato a un beneficio importante per il cuore e la sopravvivenza.

In conclusione

Un controllo molto stretto della pressione sistolica può aumentare il rischio di problemi ai reni, ma allo stesso tempo riduce la possibilità di eventi cardiovascolari gravi e la mortalità. Questo equilibrio va considerato con attenzione e seguito dal medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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