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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/10/2017 Lettura: ~3 min

Quando iniziare la terapia anticoagulante nella fibrillazione atriale?

Fonte
Giuseppe Marazzi, Centro Prevenzione Cardiovascolare San Raffaele Termini, Roma

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di eventi come l'ictus. Capire quando iniziare una terapia anticoagulante, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, è importante per gestire al meglio la salute del cuore. Qui presentiamo un caso clinico per spiegare come si valuta questa decisione.

Il caso della paziente

Una donna di 68 anni, con sovrappeso e alcune condizioni come ipertensione (pressione alta) e dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue), ha avuto episodi di fibrillazione atriale (FA), un ritmo cardiaco irregolare, soprattutto di sera. La paziente fuma da molti anni e conduce una vita sedentaria.

Accertamenti effettuati

  • Controllo della pressione arteriosa a casa: valori nella norma grazie a farmaci.
  • Esami del sangue: buona funzione renale ed epatica, controllo glicemico e lipidico adeguato con terapia.
  • Ecocardiogramma (ecografia del cuore): struttura e funzione del cuore sostanzialmente normali, con qualche segno di disfunzione lieve.
  • Monitoraggio cardiaco Holter (registrazione del ritmo per 48 ore): episodi di fibrillazione atriale di breve durata (massimo 34 minuti), tutti con sintomi.
  • Polisonnografia e visita pneumologica: diagnosi di Sindrome da Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS), una condizione che causa interruzioni della respirazione durante il sonno.
  • Test da sforzo e TC coronarica: presenza di alcune stenosi (restringimenti) lievi nelle arterie coronarie.
  • EcoColorDoppler dei vasi del collo: lieve restringimento (25%) in un'arteria carotidea.

Trattamenti iniziali

  • Farmaci per la pressione e il controllo del colesterolo.
  • Beta-bloccante per controllare la frequenza cardiaca.
  • Acido acetilsalicilico (aspirina) per la prevenzione cardiovascolare.
  • Consigli per smettere di fumare e ridurre il peso corporeo.
  • Uso di CPAP per la sindrome delle apnee notturne.

Evento successivo e modifiche terapeutiche

Dopo circa due settimane, la paziente ha avuto un episodio di difficoltà nel parlare e debolezza a un lato del corpo, che si è risolto spontaneamente in circa 30 minuti. Al pronto soccorso, è stata confermata la fibrillazione atriale e, successivamente, una risonanza magnetica ha evidenziato una piccola lesione ischemica al cervello, cioè un danno causato da una riduzione temporanea del flusso sanguigno.

La terapia è stata modificata aggiungendo un anticoagulante (dabigatran) per prevenire la formazione di coaguli, insieme a flecainide per prevenire le aritmie.

Domande importanti

Questo caso solleva alcune questioni rilevanti:

  • Quando è opportuno iniziare la terapia anticoagulante in presenza di episodi di fibrillazione atriale di breve durata (meno di 34 minuti)?
  • In caso di ictus ischemico, è meglio prescrivere solo l'anticoagulante o anche un antiaggregante piastrinico (come l'aspirina)?

In conclusione

La decisione di iniziare una terapia anticoagulante in pazienti con fibrillazione atriale dipende da diversi fattori, tra cui la durata e la frequenza degli episodi, la presenza di altri problemi di salute e il rischio di ictus. Nel caso presentato, la comparsa di un evento ischemico cerebrale ha portato all'inizio dell'anticoagulante. Ogni situazione va valutata attentamente dal medico per scegliere il trattamento più sicuro ed efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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