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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/05/2025 Lettura: ~2 min

Carico simile di varianti genetiche rare nella cardiomiopatia dilatativa ischemica e non

Fonte
Cao et al., Frontiers in Cardiovascular Medicine, 2025.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha esaminato la presenza di varianti genetiche rare in pazienti con una forma di malattia cardiaca chiamata cardiomiopatia dilatativa, sia di origine ischemica che non ischemica. Questi risultati aiutano a capire meglio il ruolo della genetica in questa condizione e possono supportare l'uso dei test genetici per migliorare la gestione della malattia.

Che cos'è la cardiomiopatia dilatativa

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia del cuore in cui la parte sinistra del cuore si allarga e si indebolisce, riducendo la sua capacità di pompare il sangue in modo efficace. Può avere cause diverse, tra cui problemi di circolazione del sangue (ischemia) o altre cause non legate all'ischemia.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha coinvolto 60 pazienti adulti con cardiomiopatia dilatativa grave, che avevano una ridotta capacità del cuore di pompare sangue (frazione di eiezione ≤50%) e una dimensione del ventricolo sinistro aumentata. Tutti questi pazienti erano stati sottoposti a trapianto di cuore tra il 2017 e il 2023 e avevano dato il consenso per analizzare i loro tessuti cardiaci.

Analisi delle varianti genetiche

Si è valutata la presenza di varianti genetiche rare, cioè cambiamenti nel DNA che si trovano in meno dello 0,1% della popolazione e che possono causare la malattia. Queste varianti sono state classificate come patogene o probabilmente patogene secondo criteri riconosciuti a livello internazionale.

Risultati principali

  • Dei 60 pazienti, 16 avevano cardiomiopatia dilatativa ischemica (legata a problemi di circolazione) e 44 avevano la forma non ischemica.
  • La presenza di varianti genetiche rare che causano la malattia era simile nei due gruppi: circa il 19% nei pazienti ischemici e il 23% in quelli non ischemici.
  • Le varianti genetiche nei pazienti ischemici sono state trovate principalmente nei geni TTN e DMD.
  • Nei pazienti non ischemici, le varianti erano presenti nei geni TTN, FLNC, LMNA, MYH7 e RBM20.

Significato dei risultati

Questi dati indicano che anche nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa di origine ischemica, che richiedono un trapianto di cuore, è presente un carico simile di varianti genetiche rare rispetto a quelli con la forma non ischemica. Questo suggerisce che i test genetici possono essere utili per identificare queste varianti anche in pazienti con insufficienza cardiaca avanzata causata da cardiomiopatia dilatativa ischemica.

In conclusione

Lo studio mostra che sia nella cardiomiopatia dilatativa ischemica sia in quella non ischemica, i pazienti possono avere varianti genetiche rare simili che contribuiscono alla malattia. Questo supporta l'importanza dei test genetici per una migliore comprensione e gestione della malattia in persone con insufficienza cardiaca grave.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo

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