Che cosa ha studiato la ricerca
Ricercatori di 10 paesi europei hanno analizzato i dati di oltre 500.000 persone per capire se bere caffè è collegato a un minor rischio di morte, sia in generale che per cause specifiche.
Come è stato condotto lo studio
- Lo studio ha seguito i partecipanti per circa 16 anni.
- Durante questo periodo, sono stati registrati più di 41.000 decessi.
- Si è confrontato il rischio di morte tra chi non beve caffè e chi ne consuma molto.
- È stata anche valutata la relazione tra caffè e alcuni indicatori nel sangue legati al fegato, all'infiammazione e al metabolismo.
I risultati principali
- Chi beveva più caffè aveva un rischio più basso di morte per qualsiasi causa rispetto a chi non ne beveva.
- Questo beneficio era presente sia negli uomini che nelle donne, anche se con differenze nei valori.
- In particolare, il rischio di morte per malattie dell'apparato digerente era molto più basso tra i consumatori di caffè.
- Tra le donne, bere caffè era associato anche a un rischio ridotto di morte per problemi circolatori e per malattie cerebrovascolari (come l’ictus).
- Tuttavia, è stato osservato un aumento del rischio di morte per cancro ovarico nelle donne che bevevano molto caffè.
- Nei partecipanti che hanno fornito campioni di sangue, un consumo maggiore di caffè era legato a valori più bassi di alcuni enzimi epatici e di marcatori di infiammazione e metabolismo.
Cosa significa tutto questo
Bere caffè sembra essere collegato a un rischio minore di morte per molte cause, in particolare per malattie digestive e circolatorie. I cambiamenti nei valori del sangue suggeriscono che il caffè può avere effetti positivi sul fegato e sull'infiammazione.
In conclusione
Lo studio europeo ha trovato che un consumo maggiore di caffè è associato a un rischio ridotto di morte per diverse cause, soprattutto per malattie digestive e circolatorie. Questi risultati aiutano a comprendere meglio il ruolo del caffè nella salute, pur evidenziando la necessità di ulteriori ricerche, soprattutto riguardo al cancro ovarico nelle donne.