Che cosa sono i beta bloccanti e l'insufficienza cardiaca
I beta bloccanti sono medicinali che aiutano il cuore a lavorare in modo più efficiente riducendo la frequenza cardiaca e la pressione. Sono spesso usati in persone con insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non pompa il sangue abbastanza bene.
Lo studio e i pazienti coinvolti
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Glasgow ha analizzato 11 studi con oltre 14.000 pazienti che avevano insufficienza cardiaca e un ritmo cardiaco normale chiamato ritmo sinusale. La funzione del cuore è stata misurata con un parametro chiamato frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF), che indica la percentuale di sangue che il cuore riesce a spingere fuori ad ogni battito.
I pazienti erano divisi in base al valore di LVEF:
- Ridotta (<50%), con particolare attenzione a quelli con LVEF tra 40 e 49%.
- Normale o quasi normale (≥50%).
I risultati principali
Lo studio ha mostrato che i beta bloccanti:
- Hanno ridotto il rischio di morte per qualsiasi causa e per problemi cardiaci nei pazienti con LVEF ridotta.
- Non hanno mostrato benefici significativi in pazienti con LVEF normale (≥50%).
- Hanno migliorato la funzione cardiaca (aumento della LVEF) nei pazienti con ritmo sinusale e LVEF ridotta.
In particolare, nei pazienti con LVEF tra 40 e 49%, la mortalità è stata più bassa in chi ha ricevuto beta bloccanti rispetto a chi ha ricevuto un placebo (7,2% contro 12,4%). Anche la mortalità per cause cardiache è stata ridotta (4,5% contro 9,2%).
Effetti nei pazienti con fibrillazione atriale
Nei pazienti che avevano un altro tipo di ritmo cardiaco chiamato fibrillazione atriale, i beta bloccanti hanno migliorato la funzione cardiaca solo se la LVEF era inferiore al 50%, ma non hanno migliorato la sopravvivenza.
In conclusione
I beta bloccanti sono utili per migliorare la funzione cardiaca e ridurre il rischio di morte in pazienti con insufficienza cardiaca e ritmo cardiaco normale, soprattutto se la funzione del cuore è moderatamente o fortemente ridotta. Non sembrano invece avere gli stessi benefici in chi ha una funzione cardiaca normale o un ritmo cardiaco diverso dal normale.