Che cos’è l’ipertensione arteriosa sistolica isolata (ISH)?
L’ISH si definisce quando la pressione arteriosa sistolica (la pressione durante il battito del cuore) è superiore a 140 mmHg, mentre la pressione diastolica (la pressione tra un battito e l’altro) è inferiore a 90 mmHg. Questa forma di ipertensione è la più comune negli anziani e può indicare un rischio aumentato di problemi cardiovascolari.
ISH nel giovane adulto
Negli ultimi anni, l’ISH è stata riscontrata sempre più spesso anche nei giovani adulti, tra i 17 e i 34 anni circa. In passato, questa condizione era considerata "benigna" e legata a fenomeni temporanei come l’ansia durante la visita medica o a caratteristiche del sistema arterioso che amplificano la pressione nelle arterie periferiche.
Tuttavia, studi recenti mostrano che l’ISH nei giovani non è così innocua e potrebbe essere associata a un rischio più elevato di problemi cardiaci e ictus nel tempo.
Come si manifesta e quali sono i fattori associati?
- L’ISH nel giovane è spesso legata a un aumento del volume di sangue pompato dal cuore ad ogni battito (chiamato "stroke volume"), più che a un aumento della resistenza delle arterie.
- Fattori come età, etnia, obesità, sesso maschile, fumo e basso livello di istruzione possono aumentare la probabilità di avere ISH.
- La pressione sistolica elevata nei giovani è stata collegata a un maggior rischio di ictus e malattie cardiache anche dopo molti anni.
Rischi a lungo termine
Studi su migliaia di giovani adulti seguiti per decenni hanno evidenziato che chi presenta ISH ha un rischio maggiore di mortalità per malattie cardiovascolari rispetto a chi ha una pressione normale.
Ad esempio, uno studio americano ha seguito oltre 27.000 persone con età media di 34 anni per più di 30 anni, mostrando un aumento del rischio di morte per malattie cardiache e ictus tra chi aveva ISH.
Trattamento e gestione
Al momento, non è chiaro se i giovani con ISH debbano sempre ricevere un trattamento farmacologico. Alcuni esperti suggeriscono che, poiché l’ISH può indicare un rischio non trascurabile, potrebbe essere utile intervenire con farmaci che riducono la quantità di sangue pompata dal cuore.
Altri specialisti invece ritengono che le prove a supporto di questo approccio siano ancora limitate e preferiscono consigliare prima modifiche dello stile di vita, come:
- controllare il peso corporeo,
- ridurre il consumo di sale,
- evitare il fumo,
- mantenere una dieta equilibrata e fare attività fisica regolare.
Queste azioni possono aiutare a prevenire la progressione verso un’ipertensione più stabile e ridurre il rischio di problemi cardiaci.
In conclusione
L’ipertensione arteriosa sistolica isolata è una condizione che si riscontra sempre più spesso anche nei giovani adulti. Sebbene in passato fosse considerata poco preoccupante, oggi si riconosce che può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari nel lungo termine. È importante monitorare questa condizione e adottare stili di vita sani per ridurre i rischi, mentre la decisione di iniziare un trattamento farmacologico deve essere valutata attentamente dal medico.