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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2017 Lettura: ~4 min

Funzione sistolica nel 2018: è davvero una questione di twisting e deformazione?

Fonte
EuroEcho Imaging Congress 2017 - Lisbona, Portogallo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La funzione sistolica del cuore, cioè la capacità del ventricolo sinistro di pompare il sangue, è un aspetto fondamentale per valutare la salute cardiaca. Negli ultimi anni, grazie a nuove tecniche di imaging, si è scoperto che oltre ai metodi tradizionali esistono altri modi per capire meglio come il cuore lavora, anche in condizioni complesse.

Che cos'è la funzione sistolica e come si misura

La funzione sistolica riguarda la capacità del ventricolo sinistro del cuore di spingere il sangue nel corpo. Tradizionalmente, questa funzione viene valutata con un esame ecocardiografico che misura la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF). Questo valore indica la percentuale di sangue che il ventricolo riesce a espellere ad ogni battito.

La LVEF è usata in tutto il mondo e fa parte delle linee guida per la gestione dei pazienti con problemi cardiaci. Tuttavia, la LVEF può essere influenzata da diversi fattori come il volume di sangue presente nel cuore (precarico) e i cambiamenti nella struttura del ventricolo (remodellamento), per esempio nelle cardiomiopatie.

Il ruolo del twist e della torsione

Oltre alla LVEF, la funzione sistolica può essere valutata osservando come si muovono le fibre muscolari del cuore durante la contrazione. Queste fibre si avvolgono in modo particolare:

  • Le fibre alla base del ventricolo ruotano in senso orario.
  • Le fibre all'apice (la punta) ruotano in senso antiorario.

Questo movimento combinato si chiama twist o torsione e aiuta il cuore a spingere il sangue in modo efficace.

Studi hanno mostrato che il twist può aumentare in alcune malattie come:

  • Insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF).
  • Cardiomiopatia ipertrofica (ispessimento del muscolo cardiaco).
  • Amiloidosi (depositi anomali nel cuore).

Al contrario, il twist può diminuire in cuori trapiantati.

Inoltre, in persone con mutazioni genetiche per la cardiomiopatia ipertrofica ma senza segni evidenti di malattia, la torsione può essere già alterata prima che la malattia si manifesti.

Implicazioni cliniche e limiti tecnici

Il twist migliora dopo trattamenti come la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) in pazienti che rispondono bene alla cura, mentre non cambia in chi non risponde. Questo suggerisce che il twist può essere un indicatore utile per valutare l'efficacia di alcune terapie.

Tuttavia, ci sono alcune difficoltà tecniche nell'acquisire immagini precise del cuore, specialmente per valutare correttamente il vero apice del ventricolo sinistro, il che limita l'uso diffuso di questa tecnica.

La deformazione del muscolo cardiaco (strain)

Un altro modo per valutare la funzione del cuore è misurare la deformazione del muscolo cardiaco, chiamata strain. Esistono diversi tipi di strain che misurano i movimenti in varie direzioni:

  • Longitudinale (lungo la lunghezza del muscolo).
  • Circonferenziale (intorno al muscolo).
  • Radiale (verso l'interno o l'esterno).
  • Cross strain (combinazione di movimenti).

Questi parametri hanno significato diverso a seconda della malattia e possono aiutare a prevedere l'andamento della malattia in pazienti con insufficienza cardiaca o malattie coronariche.

Per esempio, il Global Longitudinal Strain (GLS) è spesso ridotto in pazienti con HFpEF o con stenosi aortica, e questo è associato a una prognosi peggiore.

Considerazioni finali sull'uso della LVEF e delle nuove tecniche

Il Dr. Gerber ha sottolineato che la LVEF viene spesso usata in modo improprio come unico indicatore della funzione sistolica. Nuove tecniche di ecocardiografia e risonanza magnetica cardiaca (CMR) permettono di osservare aspetti più dettagliati come la deformazione e il twist, che possono cambiare anche quando la LVEF è normale.

Questi nuovi parametri sono particolarmente utili in alcune condizioni come HFpEF, cardiomiopatia ipertrofica e stenosi aortica.

Tra le difficoltà nell'uso di questi metodi ci sono:

  • La mancanza di standardizzazione tra diversi strumenti e software.
  • La necessità di correggere i valori in base al carico di lavoro del cuore (pre e post-carico), perché anche questi parametri dipendono dalle condizioni di carico.

In conclusione

La valutazione della funzione sistolica del cuore non si basa più solo sulla frazione di eiezione. Tecniche avanzate come la misurazione del twist e della deformazione del muscolo cardiaco offrono informazioni più precise e possono aiutare a identificare problemi anche quando i metodi tradizionali mostrano risultati normali. Questi strumenti, seppur con alcune limitazioni tecniche, rappresentano un importante passo avanti nella comprensione e nel trattamento delle malattie cardiache.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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