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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2018 Lettura: ~2 min

Diuretici o beta-bloccanti: quale aggiungere nel trattamento dell’ipertensione con precedenti eventi cerebrovascolari?

Fonte
Min-Shan Tsai - Cardiovascular Drugs and Therapy 2017, 31, 5–6, 535–543.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona con pressione alta assume già due tipi di farmaci, può essere necessario aggiungerne un terzo per controllare meglio la pressione. Uno studio ha confrontato due opzioni di farmaci da aggiungere per capire quale sia più efficace, soprattutto in chi ha avuto problemi al cervello come l’ictus.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno analizzato i dati di 13.551 pazienti con ipertensione che assumevano già due farmaci: un ACE-inibitore o sartano (che aiutano a rilassare i vasi sanguigni) e un calcio-antagonista (che aiuta a ridurre la pressione). Tra questi pazienti, alcuni hanno aggiunto un beta-bloccante (un farmaco che rallenta il battito cardiaco) mentre altri hanno aggiunto un diuretico (che aiuta a eliminare il sale e l’acqua in eccesso dal corpo).

Cosa è stato confrontato

  • Gruppo A + B + C: ACE-inibitore/sartano + beta-bloccante + calcio-antagonista
  • Gruppo A + C + D: ACE-inibitore/sartano + calcio-antagonista + diuretico

Entrambi i gruppi sono stati seguiti per vedere chi aveva meno eventi come ictus, infarto, morte o altri problemi cardiovascolari gravi.

Risultati principali

  • Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda gli eventi cardiovascolari in generale.
  • Nei pazienti con una storia di problemi al cervello (come l’ictus), chi aveva aggiunto un diuretico ha mostrato un rischio più basso di infarto rispetto a chi aveva aggiunto un beta-bloccante.

In conclusione

Per le persone con pressione alta che assumono già ACE-inibitori/sartani e calcio-antagonisti, aggiungere un diuretico può essere più vantaggioso rispetto a un beta-bloccante, soprattutto se hanno avuto problemi cerebrovascolari in passato. Questo aiuta a ridurre il rischio di infarto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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