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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/01/2018 Lettura: ~2 min

Pressione diastolica bassa e rischio di danno al cuore

Fonte
Waits GS et al. Clin Res Cardiol. Epub ahead of print 2017, Nov 21. doi: 10.1007/s00392-017-1184-0.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La pressione arteriosa è un indicatore importante per la salute del cuore. In particolare, la pressione diastolica, che è la pressione nelle arterie quando il cuore si rilassa, può influenzare il rischio di danno al muscolo cardiaco. Qui spieghiamo cosa significa avere una pressione diastolica molto bassa e come può essere collegata a problemi cardiaci nascosti.

Che cosa significa pressione diastolica bassa

La pressione diastolica è la pressione nelle arterie quando il cuore è a riposo tra un battito e l'altro. Normalmente, questa pressione aiuta a mantenere il flusso di sangue al cuore stesso, che avviene soprattutto in questa fase di rilassamento.

Quando la pressione diastolica è molto bassa, cioè inferiore a 70 mmHg, potrebbe non esserci abbastanza sangue che raggiunge il cuore. Questo può aumentare il rischio di un danno al muscolo cardiaco che non dà sintomi evidenti, chiamato danno miocardico subclinico.

Lo studio e i suoi risultati

Uno studio ha esaminato più di 6.000 persone senza malattie cardiache note per capire se la pressione diastolica bassa fosse collegata a questo tipo di danno al cuore.

  • Hanno diviso i partecipanti in gruppi in base ai valori di pressione diastolica: meno di 70 mmHg, tra 70 e 80 mmHg, e più di 80 mmHg.
  • Hanno anche considerato i valori di pressione sistolica, cioè la pressione quando il cuore batte, suddividendoli in tre gruppi: meno di 120 mmHg, tra 120 e 139 mmHg, e più di 140 mmHg.

I risultati hanno mostrato che:

  • Nei pazienti con pressione sistolica alta (oltre 140 mmHg), una pressione diastolica inferiore a 70 mmHg era collegata a un aumento del rischio di danno al cuore.
  • Questo rischio era più evidente nelle donne rispetto agli uomini.
  • Ogni diminuzione di 10 mmHg nella pressione diastolica sopra i 140 mmHg di pressione sistolica aumentava il rischio di danno cardiaco del 12%.
  • Non c'era un legame simile nei pazienti con pressione sistolica normale o moderatamente alta (meno di 140 mmHg).
  • Valori di pressione diastolica superiori a 80 mmHg non erano associati a un aumento del rischio di danno cardiaco, indipendentemente dalla pressione sistolica.

Cosa significa per chi ha l'ipertensione

Per le persone con ipertensione (pressione alta), soprattutto se in trattamento, è importante non abbassare troppo la pressione diastolica. Un valore troppo basso potrebbe aumentare il rischio di danno al cuore anche se non ci sono sintomi evidenti.

Questi risultati suggeriscono che i medici dovrebbero valutare con attenzione i valori di pressione diastolica durante la cura dell'ipertensione. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per capire come usare queste informazioni nella pratica clinica.

In conclusione

Una pressione diastolica molto bassa, sotto i 70 mmHg, può aumentare il rischio di danno nascosto al cuore, soprattutto in persone con pressione sistolica alta. È importante monitorare entrambi i valori per proteggere la salute cardiaca, senza abbassare troppo la pressione diastolica durante il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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