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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/01/2018 Lettura: ~2 min

Biomarcatori associati all’insufficienza cardiaca e alla funzione del cuore

Fonte
Rudolf A. de Boer - JAMA Cardiol. 2018. doi:10.1001/jamacardio.2017.4987.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La ricerca medica ha studiato come alcuni indicatori nel sangue, chiamati biomarcatori, possano essere collegati al rischio di insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non funziona bene. Questo aiuta a capire meglio come si sviluppa la malattia e quali segnali possono indicare un peggioramento della funzione del cuore.

Che cosa sono i biomarcatori studiati

I ricercatori hanno analizzato 12 diversi biomarcatori, cioè sostanze misurabili nel sangue che possono riflettere problemi al cuore, ai reni o infiammazione nel corpo. Tra questi ci sono:

  • Peptidi natriuretici: sostanze prodotte dal cuore quando è sotto stress.
  • Troponina ad alta sensibilità: proteina che indica danno al muscolo cardiaco.
  • Proteina C reattiva (PCR): segnale di infiammazione.
  • UACR: un indicatore di funzione renale, misura la presenza di proteine nelle urine.
  • D-dimero e fibrinogeno: legati alla coagulazione del sangue.
  • Altri come la cistatina C, galectina-3, interleuchina 6 e inibitori legati alla formazione di coaguli.

Lo studio e i risultati principali

Lo studio ha coinvolto oltre 22.000 persone seguite per circa 12 anni. Durante questo periodo, alcuni hanno sviluppato due tipi di insufficienza cardiaca:

  • HFpEF: insufficienza cardiaca con funzione di pompa del cuore conservata.
  • HFrEF: insufficienza cardiaca con funzione di pompa ridotta.

I risultati hanno mostrato che:

  • Per l'HFpEF, i biomarcatori più collegati sono stati l’UACR e i peptidi natriuretici, con possibili legami anche con la troponina ad alta sensibilità, fibrinogeno e altri.
  • Per l'HFrEF, sono stati associati più biomarcatori, tra cui peptidi natriuretici, UACR, troponina ad alta sensibilità, cistatina C, D-dimero e PCR.
  • In particolare, i peptidi natriuretici, la troponina ad alta sensibilità e la PCR erano più fortemente legati all’insufficienza con funzione ridotta (HFrEF).

Cosa significa tutto questo

Questi biomarcatori possono aiutare a capire meglio quali persone sono a rischio di sviluppare diversi tipi di insufficienza cardiaca. Alcuni segnali nel sangue indicano problemi ai reni, infiammazione o danno al cuore, che possono contribuire alla malattia.

In conclusione

Lo studio ha evidenziato che alcuni biomarcatori legati alla funzione renale, all’infiammazione e al danno cardiaco sono associati all’insorgenza di due tipi di insufficienza cardiaca. Questi dati possono aiutare a identificare in futuro chi è più a rischio e migliorare la comprensione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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