Che cos'è la TAVI e qual è il rischio di mortalità
La TAVI è un intervento per sostituire la valvola aortica del cuore senza aprire il torace. In media, circa il 15-20% dei pazienti che si sottopongono a questa procedura muore entro un anno dall'intervento.
Come si valuta il rischio attualmente
Per stimare il rischio di morte si usano diversi sistemi di punteggio, come l'EuroSCORE e lo score STS. Questi tengono conto di fattori come:
- età avanzata,
- funzione del cuore,
- problemi ai reni,
- capacità di svolgere attività quotidiane.
Tuttavia, questi punteggi non considerano aspetti legati alla fragilità, cioè condizioni tipiche delle persone anziane che possono influenzare molto la prognosi.
Lo studio e i suoi risultati principali
In uno studio che ha coinvolto 344 pazienti con un'età media di 81 anni, si è valutato il rischio di morte entro un anno dopo la TAVI, concentrandosi su elementi legati alla fragilità, come lo stato nutrizionale e la mobilità.
Prima dell'intervento, i pazienti sono stati sottoposti a:
- un test di cammino di 6 minuti,
- questionari sulla salute generale,
- valutazione della fragilità.
I risultati hanno mostrato che:
- il 3,2% è morto durante il ricovero,
- il 13,8% è deceduto entro circa un anno dall'intervento,
- i pazienti deceduti erano in media più anziani e avevano una funzione cardiaca leggermente peggiore,
- avevano più malattie associate, in particolare il diabete.
In particolare, due aspetti della fragilità erano importanti per prevedere il rischio di morte:
- lo stato nutrizionale (quindi quanto bene il paziente si nutre),
- la mobilità (la capacità di muoversi).
Anche la presenza di diabete e un punteggio elevato all'EuroSCORE erano legati a un rischio maggiore di mortalità.
Perché questi risultati sono importanti
Lo studio suggerisce che per valutare meglio il rischio dopo la TAVI è necessario considerare anche la fragilità, includendo parametri come la nutrizione e la mobilità, oltre ai tradizionali fattori medici.
In conclusione
Nei pazienti che si sottopongono a TAVI, lo stato nutrizionale e la capacità di muoversi sono elementi chiave per prevedere la sopravvivenza a un anno. Integrare questi aspetti nelle valutazioni di rischio può aiutare a migliorare la cura e il supporto offerti.