Il caso del paziente
Il Sig. SR ha 71 anni, è stato fumatore, ha colesterolo alto e pressione alta, ma ha un peso normale. In passato ha avuto episodi di fibrillazione atriale parossistica, cioè un battito cardiaco irregolare che si presenta a intermittenza. Due anni fa ha avuto un TIA, un piccolo episodio di ridotta circolazione cerebrale, causato probabilmente da un coagulo generato dal cuore. Per questo ha iniziato una terapia con un farmaco anticoagulante chiamato dabigatran.
Nuovi sintomi e accertamenti
Recentemente ha avvertito un peso al petto durante sforzi fisici, soprattutto al freddo. Un test da sforzo ha mostrato segnali di ridotto flusso sanguigno al cuore. Una TAC coronarica ha evidenziato una malattia delle arterie coronarie con diverse stenosi (restringimenti), in particolare una molto importante sulla coronaria destra.
Intervento e impianto di stent
Il paziente è stato ricoverato per una coronarografia, un esame invasivo che permette di vedere le arterie del cuore e trattare le stenosi. Sono stati impiantati due stent medicati (piccoli tubicini che mantengono aperte le arterie) su due arterie importanti, con buon risultato. Alcune stenosi meno gravi non sono state trattate.
Scelta della terapia antitrombotica
Il paziente deve continuare a prendere farmaci per prevenire la formazione di coaguli, ma la combinazione di anticoagulanti e antiaggreganti (farmaci che impediscono alle piastrine di attaccarsi) aumenta il rischio di sanguinamento. Per questo motivo, la terapia deve essere bilanciata con attenzione.
- Si è scelto di usare una triplice terapia per almeno un mese: anticoagulante (dabigatran) più due antiaggreganti (aspirina a basso dosaggio e clopidogrel).
- Dabigatran è stato preferito perché ha un antidoto specifico in caso di sanguinamento, e il dosaggio è stato ridotto a 110 mg due volte al giorno per limitare il rischio di emorragie.
- La durata della triplice terapia può arrivare fino a 6 mesi, valutando il rischio di nuovi problemi al cuore.
- Dopo questo periodo, si passa a una terapia con solo due farmaci: anticoagulante e clopidogrel.
Altre precauzioni
Per proteggere lo stomaco dal rischio di sanguinamento, è stata aggiunta una terapia con un farmaco gastroprotettore (inibitore della pompa protonica).
In conclusione
In questo caso complesso, la gestione della terapia antitrombotica richiede un equilibrio tra il rischio di coaguli e quello di sanguinamenti. Le linee guida internazionali aiutano i medici a scegliere la combinazione e la durata dei farmaci più sicura ed efficace. Il paziente è stato dimesso con una terapia personalizzata che tiene conto di tutti questi aspetti, per proteggere il cuore e prevenire complicanze.