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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/02/2018 Lettura: ~2 min

Controllo della frequenza cardiaca dopo la dimissione nel paziente con scompenso cardiaco

Fonte
Kim TH. Heart. Epub ahead of print 2017. doi: 10.1136/heartjnl-2017-312364.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Per chi soffre di scompenso cardiaco, monitorare la frequenza del battito cardiaco è molto importante. Un aumento significativo della frequenza dopo la dimissione dall'ospedale può indicare un rischio maggiore di problemi cardiaci. In questo testo spieghiamo cosa significa questo dato e perché è utile tenerlo sotto controllo.

Che cosa significa controllare la frequenza cardiaca nello scompenso cardiaco

La frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto. Nel paziente con scompenso cardiaco, mantenere questa frequenza sotto controllo aiuta a prevenire eventi gravi come nuovi ricoveri o problemi cardiovascolari seri. Durante il ricovero, i medici impostano una terapia per regolare la frequenza cardiaca mentre il paziente è a riposo.

Cosa succede dopo la dimissione

Quando il paziente torna a casa e riprende le normali attività, il sistema nervoso simpatico si attiva di più, aumentando la frequenza cardiaca. Questo può far peggiorare la situazione e portare a un nuovo ricovero.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio ha analizzato 458 pazienti con scompenso cardiaco, confrontando la frequenza cardiaca al momento della dimissione con quella misurata alla prima visita di controllo ambulatoriale, chiamata differenza D-C.

  • Il rischio di eventi cardiovascolari (come nuovi ricoveri per scompenso, infarto o ictus, e mortalità) è risultato più legato alla frequenza cardiaca alla prima visita e alla differenza tra questa e quella alla dimissione.
  • I pazienti che hanno avuto eventi mostravano un aumento medio di 13 battiti al minuto rispetto alla dimissione.
  • Chi non ha avuto eventi, invece, aveva in media una riduzione di 2 battiti al minuto.
  • Un aumento superiore a 15 battiti al minuto dopo la dimissione è associato a un rischio 4,5 volte maggiore di eventi cardiovascolari durante il follow-up.

Perché è importante questo dato

Misurare la frequenza cardiaca dopo la dimissione aiuta a identificare chi è più a rischio di problemi futuri. Un aumento significativo può essere un segnale che la terapia deve essere rivista o che il paziente necessita di un monitoraggio più attento.

In conclusione

Nel paziente con scompenso cardiaco, un aumento della frequenza cardiaca di oltre 15 battiti al minuto dopo la dimissione dall'ospedale è un segnale importante che può indicare un rischio maggiore di eventi cardiovascolari. Tenere sotto controllo questo parametro può aiutare a prevenire complicazioni e migliorare la gestione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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