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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/02/2018 Lettura: ~4 min

La prevenzione dei coaguli di sangue nei pazienti con tumore: una nuova opportunità

Fonte
Daniele Nassiacos, Chiara Roberta Vecchio, Giuseppe Di Lucca - U.O. Cardiologia e Oncologia, Presidio Ospedaliero di Saronno - ASST della Valle Olona (VA)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniele Nassiacos Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

In questa guida spieghiamo in modo semplice come si può prevenire e curare la formazione di coaguli di sangue (trombi) in persone che hanno un tumore. Questi problemi sono comuni e importanti, ma oggi ci sono nuove terapie che possono aiutare a migliorare la vita di questi pazienti. Scopriamo insieme come funziona e quali sono le opzioni disponibili.

Che cosa significa trombosi nei pazienti con tumore

Le persone con tumore hanno un rischio più alto di sviluppare coaguli di sangue nelle vene, chiamati trombosi venosa profonda (TVP) o embolia polmonare (EP) se i coaguli si spostano ai polmoni. Questo rischio è da 4 a 7 volte maggiore rispetto alle persone senza tumore. Alcuni tipi di tumore, come quelli al pancreas, polmone, rene, ovaio, colon, stomaco, ossa e linfomi, sono particolarmente associati a questo rischio. Inoltre, la presenza di metastasi (diffusione del tumore) aumenta ulteriormente il rischio.

Perché è importante la prevenzione e il trattamento

La formazione di coaguli può causare problemi seri e ripetuti. È quindi fondamentale prevenire e curare questi eventi con terapie adeguate, bilanciando però anche il rischio di sanguinamenti, che può essere più alto in questi pazienti, specialmente se hanno tumori nel cervello o nell’apparato digerente superiore.

Le opzioni terapeutiche tradizionali

  • Eparine a basso peso molecolare (LMWH): sono farmaci iniettati che hanno dimostrato di essere più efficaci e sicuri rispetto ai tradizionali anticoagulanti orali come il Warfarin.
  • Warfarin: anticoagulante orale che richiede controlli frequenti e può essere difficile da gestire nei pazienti con tumore a causa di nausea, vomito, dieta alterata e interazioni con altri farmaci.

Studi importanti hanno mostrato che le LMWH riducono il rischio di recidive di trombosi senza aumentare significativamente il rischio di sanguinamento rispetto al Warfarin.

Il ruolo dei nuovi anticoagulanti orali (NOAC)

I NOAC sono farmaci più recenti che si assumono per bocca e non richiedono controlli frequenti come il Warfarin. Tuttavia, nei grandi studi finora, solo una piccola parte di pazienti con tumore è stata inclusa, e i dati sono ancora limitati per raccomandarne l’uso come prima scelta nei pazienti oncologici.

Le linee guida attuali suggeriscono di usare le LMWH per i primi tre mesi e, se necessario, proseguire con LMWH o, in alternativa, con Warfarin o NOAC, valutando caso per caso.

Nuove evidenze con Edoxaban

Uno studio recente molto importante ha confrontato Edoxaban, un NOAC, con Dalteparina, una LMWH, in pazienti con tumore e trombosi. I risultati hanno mostrato che Edoxaban è altrettanto efficace nel prevenire nuovi coaguli e ha un rischio di sanguinamento simile, con alcune differenze nei tipi di sanguinamento:

  • Più sanguinamenti nel tratto gastrointestinale superiore con Edoxaban.
  • Meno sanguinamenti fatali e meno sanguinamenti cerebrali rispetto a Dalteparina.

Inoltre, Edoxaban è risultato più facile da assumere per i pazienti, con meno abbandoni del trattamento rispetto alla terapia con iniezioni di Dalteparina.

Come si sceglie la terapia giusta

La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Tipo e sede del tumore (ad esempio, tumori del tratto gastrointestinale superiore richiedono più cautela con Edoxaban).
  • Funzione renale e peso corporeo del paziente.
  • Farmaci che il paziente sta assumendo, specialmente chemioterapici che possono interagire con gli anticoagulanti.
  • Rischio di sanguinamento e tolleranza al trattamento.

È importante che cardiologi e oncologi lavorino insieme per adattare la terapia alle esigenze specifiche di ogni paziente, monitorando costantemente la situazione e modificando il trattamento se necessario.

Esperienze cliniche

Due pazienti con tumori avanzati e trombosi sono stati trattati con Edoxaban con buoni risultati e buona tollerabilità. In uno di loro, la trombosi polmonare è completamente guarita dopo il trattamento.

In conclusione

I pazienti con tumore hanno un alto rischio di coaguli di sangue, che possono essere pericolosi. Le eparine a basso peso molecolare sono state finora il trattamento standard, ma nuovi farmaci come Edoxaban offrono una valida alternativa, più semplice da assumere e con efficacia simile. La scelta della terapia deve essere personalizzata e seguita da un team di specialisti per garantire la migliore cura possibile e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniele Nassiacos

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