CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2018 Lettura: ~3 min

L'associazione sacubitril/valsartan riduce le aritmie ventricolari nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione di eiezione

Fonte
De Diego Carlos et al. Heart Rhythm. Epub ahead of print, 2017. doi: 10.1016/j.hrthm.2017.11.012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come un particolare trattamento medico, che combina due farmaci chiamati sacubitril e valsartan, possa aiutare a ridurre problemi del ritmo cardiaco in persone con una forma specifica di insufficienza cardiaca. L'obiettivo è comprendere meglio i benefici di questa terapia in modo semplice e chiaro.

Che cos'è lo scompenso cardiaco a ridotta frazione di eiezione?

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. La frazione di eiezione è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a spingere fuori ad ogni battito. Quando questa frazione è bassa (inferiore al 40%), significa che il cuore funziona meno bene del normale.

Il ruolo delle aritmie ventricolari

Le aritmie ventricolari sono alterazioni del ritmo cardiaco che iniziano nelle camere inferiori del cuore, chiamate ventricoli. Queste aritmie possono essere pericolose e causare episodi di battito cardiaco troppo veloce o irregolare.

Il trattamento con sacubitril/valsartan

Il sacubitril/valsartan è un'associazione di due farmaci che agiscono insieme per migliorare la funzione cardiaca. Questo trattamento è stato confrontato con altri farmaci usati per lo scompenso cardiaco, come gli ACE-inibitori o i sartani, per capire se può ridurre le aritmie e migliorare la salute del cuore.

Lo studio e i suoi risultati

  • 120 pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione inferiore o uguale al 40% sono stati osservati per 18 mesi.
  • Per i primi 9 mesi hanno ricevuto trattamenti standard (ACE-inibitori o sartani, beta-bloccanti e altri farmaci).
  • Nei successivi 9 mesi, il trattamento è stato sostituito con l'associazione sacubitril/valsartan.

Durante il periodo con sacubitril/valsartan, i pazienti hanno mostrato:

  • Riduzione significativa degli episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta, cioè battiti cardiaci veloci ma brevi.
  • Meno shock appropriati del defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), che è un dispositivo che interviene per correggere aritmie pericolose.
  • Diminuzione dei battiti prematuri ventricolari, cioè battiti extra che disturbano il ritmo normale.
  • Aumento della percentuale di pacing biventricolare, un tipo di stimolazione che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.
  • Miglioramento della classe NYHA, che indica una migliore capacità di svolgere attività fisica senza sintomi.
  • Riduzione dei livelli di proBNP, una sostanza nel sangue che riflette lo stress del cuore.
  • Aumento della frazione di eiezione, segno di una funzione cardiaca migliorata.

Altri aspetti osservati

  • Non ci sono state variazioni importanti nella funzione dei reni.
  • Si è notato un aumento dei livelli di potassio nel sangue.
  • La frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sono diminuite durante il trattamento con sacubitril/valsartan.

In conclusione

Lo studio ha dimostrato che l'associazione sacubitril/valsartan, rispetto ai trattamenti tradizionali, riduce in modo significativo le aritmie ventricolari nei pazienti con scompenso cardiaco a ridotta frazione di eiezione che portano un defibrillatore impiantabile. Questo si traduce in meno interventi del dispositivo e un miglioramento complessivo della funzione e della qualità della vita del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA