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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2018 Lettura: ~3 min

Effetti dell’ottimizzazione della terapia medica nei pazienti con scompenso cardiaco con defibrillatore o resincronizzazione

Fonte
Massoullié G et al. Am J Cardiol. 2018 15;121(6):725-730. doi: 10.1016/j.amjcard.2017.12.013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come migliorare la cura medica possa aiutare le persone con scompenso cardiaco che hanno ricevuto un dispositivo impiantabile, come un defibrillatore o un apparecchio per la resincronizzazione del cuore. Si tratta di un argomento importante per capire come aumentare la sopravvivenza e ridurre le ospedalizzazioni in questi pazienti.

Che cos’è lo scompenso cardiaco e i dispositivi impiantabili

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. Nei casi più gravi, si può avere una ridotta frazione d’eiezione, cioè il cuore spinge una quantità minore di sangue ad ogni battito.

Per aiutare questi pazienti, a volte si impiantano dispositivi come il defibrillatore (ICD), che può correggere ritmi cardiaci pericolosi, o la terapia di resincronizzazione (CRT), che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.

L’importanza della terapia medica ottimale

Oltre ai dispositivi, è fondamentale seguire una terapia medica ottimale, cioè assumere i farmaci giusti e nelle dosi corrette, secondo le raccomandazioni delle linee guida. Questi farmaci includono:

  • Beta-bloccanti, che aiutano a rallentare il battito cardiaco e ridurre il lavoro del cuore.
  • Sartani o ACE-inibitori, che rilassano i vasi sanguigni e migliorano la funzione cardiaca.
  • Antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi, che aiutano a eliminare il sale in eccesso e riducono la pressione sul cuore.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio ha analizzato 378 pazienti con scompenso cardiaco e ridotta frazione d’eiezione, tutti con impianto di ICD o CRT, seguiti per circa 2 anni.

All’inizio, solo il 26% assumeva una terapia completa con tutti e tre i tipi di farmaci, mentre il 36% ne assumeva uno solo o nessuno.

Dopo l’impianto, si è cercato di migliorare la terapia. A 3 mesi, i pazienti con terapia inadeguata sono diminuiti dal 36% al 26%, ma a 6 mesi la situazione è tornata simile a quella iniziale.

La sopravvivenza è stata del 89% dopo 1 anno, 78% dopo 3 anni e 61% dopo 5 anni. Nel primo anno, il 19% è stato ricoverato per problemi legati allo scompenso.

I pazienti con terapia medica ottimizzata hanno avuto:

  • meno ricoveri per scompenso (12% contro 28% di chi non aveva una terapia ottimale);
  • maggiore sopravvivenza, con una riduzione del rischio di morte del 41% rispetto agli altri;
  • un miglioramento proporzionale alla percentuale di pazienti trattati correttamente: ogni aumento dell’1% nel numero di pazienti con terapia ottimale riduceva la mortalità del 2%.

Perché è importante monitorare la terapia medica

Nonostante i benefici evidenti, spesso i farmaci per lo scompenso sono sotto-prescritti o non assunti correttamente nei pazienti con ICD o CRT.

Questo studio sottolinea l’importanza di un monitoraggio attento della terapia medica e dell’aderenza alle linee guida per migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza di questi pazienti.

In conclusione

In sintesi, ottimizzare la terapia medica con i farmaci giusti, insieme all’impianto di dispositivi come il defibrillatore o la resincronizzazione, aiuta a ridurre le ospedalizzazioni e aumenta la sopravvivenza nei pazienti con scompenso cardiaco. È quindi importante seguire attentamente le cure mediche consigliate e garantire un controllo regolare per mantenere i benefici nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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