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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/03/2018 Lettura: ~2 min

Effetti della terapia con beta-bloccanti nello scompenso cardiaco con funzione cardiaca intermedia

Fonte
Cleland JGF et al. Eur Heart J. 2018 1;39(1):26-35. doi: 10.1093/eurheartj/ehx564.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace. Recentemente, è stata introdotta una nuova categoria per descrivere pazienti con una funzione cardiaca "intermedia". Questo testo spiega in modo semplice come i farmaci chiamati beta-bloccanti possono influire su questi pazienti.

Che cos'è lo scompenso cardiaco "mid-range"?

Lo scompenso cardiaco si divide in base alla frazione d'eiezione (FE), che misura quanto sangue il cuore riesce a pompare ad ogni battito. Le categorie sono:

  • FE ridotta: meno del 40%
  • FE intermedia (mid-range): tra 40% e 49%
  • FE preservata: 50% o più

La categoria "mid-range" è stata aggiunta per meglio descrivere i pazienti con funzione cardiaca tra le due estremità.

Perché è importante la terapia con beta-bloccanti?

I beta-bloccanti sono farmaci che aiutano il cuore a lavorare meglio, rallentando il battito e riducendo lo sforzo. Sono usati per trattare lo scompenso cardiaco con FE ridotta, ma non era chiaro se fossero utili anche per la categoria "mid-range".

Cosa ha mostrato lo studio?

Una grande analisi di 11 studi con oltre 18.000 pazienti ha valutato l'effetto dei beta-bloccanti in base alla FE e al ritmo del cuore:

  • Nei pazienti con ritmo cardiaco normale (ritmo sinusale) e FE tra 40% e 49%, i beta-bloccanti hanno ridotto la mortalità da tutte le cause (7,2% con beta-bloccanti vs 12,4% senza) e la mortalità per cause cardiache.
  • In questi pazienti, i beta-bloccanti hanno anche migliorato la funzione del cuore nel tempo.
  • Nei pazienti con FE < 40%, i benefici sono stati ancora più evidenti.
  • Nei pazienti con ritmo cardiaco irregolare (fibrillazione atriale), i beta-bloccanti miglioravano la funzione cardiaca solo se la FE era inferiore al 50%, ma non riducevano la mortalità.
  • Nei pazienti con FE preservata (≥ 50%), non si sono osservati benefici chiari, ma il numero di pazienti studiati era limitato.

Cosa significa tutto questo?

Questi risultati indicano che i beta-bloccanti possono essere utili per migliorare la funzione del cuore e ridurre il rischio di morte nei pazienti con scompenso cardiaco e funzione intermedia o ridotta, se hanno un ritmo cardiaco normale. Tuttavia, nei pazienti con ritmo irregolare o con funzione cardiaca preservata, i benefici non sono stati dimostrati con certezza.

In conclusione

La terapia con beta-bloccanti è efficace nel migliorare la salute del cuore e ridurre la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco a funzione ridotta o intermedia, purché abbiano un ritmo cardiaco normale. Per altri tipi di pazienti, come quelli con ritmo irregolare o funzione cardiaca normale, sono necessari ulteriori studi per capire se questi farmaci siano utili.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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