Che cosa è stato studiato
Una grande analisi ha esaminato i risultati di 74 studi clinici con oltre 300.000 pazienti, con un'età media di 63 anni. Questi studi hanno confrontato persone trattate per l'ipertensione con altre non trattate o con diversi obiettivi di pressione da raggiungere.
Cosa è stato osservato
Gli effetti del trattamento dipendono dai valori iniziali della pressione arteriosa sistolica (PAS), cioè la pressione quando il cuore batte:
- Se la PAS era superiore a 160 mmHg, il trattamento riduceva il rischio di morte e di problemi cardiovascolari importanti.
- Se la PAS era tra 140 e 159 mmHg, il trattamento riduceva la mortalità in modo simile, ma l'effetto protettivo contro eventi cardiovascolari era più debole.
- Se la PAS era inferiore a 140 mmHg, il trattamento non mostrava benefici significativi né sulla mortalità né sugli eventi cardiovascolari.
Situazione speciale: pazienti con malattia cardiaca
Nei pazienti con cardiopatia ischemica (una malattia del cuore) e una PAS media di circa 138 mmHg, il trattamento riduceva il rischio di eventi cardiovascolari, ma non migliorava la sopravvivenza.
Cosa significa tutto questo
In generale, per chi ha una pressione sistolica pari o superiore a 140 mmHg, è importante considerare un trattamento per ridurre il rischio di morte e di problemi al cuore e ai vasi sanguigni.
Nei pazienti con malattia cardiaca, il trattamento può essere utile anche se la pressione è leggermente più bassa.
Per chi non ha malattie cardiache e ha una pressione inferiore a 140 mmHg, il trattamento anti-ipertensivo non sembra portare benefici significativi.
In conclusione
I valori della pressione arteriosa prima di iniziare il trattamento sono fondamentali per capire chi può trarre maggior beneficio dalla terapia anti-ipertensiva. Un valore più alto di pressione indica un maggior vantaggio dal trattamento, mentre valori più bassi possono non richiedere una terapia immediata, soprattutto in assenza di altre malattie cardiache.