Che cosa sono le nuove Linee Guida americane sull'ipertensione?
Le Linee Guida pubblicate dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Association hanno modificato la definizione di ipertensione e i valori di pressione da raggiungere con il trattamento. I valori considerati normali o elevati sono stati abbassati rispetto alle versioni precedenti e a quelli europei.
Perché sono stati cambiati i valori di pressione?
Studi recenti hanno mostrato che il rischio di problemi cardiaci e vascolari aumenta anche con valori di pressione più bassi di quelli prima considerati normali. In particolare, uno studio chiamato SPRINT ha dimostrato che abbassare la pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) a meno di 120 mmHg riduce il rischio di eventi gravi come infarto, ictus e morte cardiovascolare.
Cosa ha dimostrato lo studio SPRINT?
- Lo studio ha coinvolto persone con ipertensione di almeno 50 anni e alto rischio cardiovascolare.
- Si sono confrontati due obiettivi di pressione: meno di 120 mmHg (trattamento intensivo) e meno di 140 mmHg (trattamento standard).
- Il trattamento intensivo ha ridotto del 25% il rischio di eventi gravi e del 27% la mortalità totale.
- La riduzione del rischio è stata simile in tutti i gruppi, ma più evidente in chi aveva valori di pressione iniziali più bassi.
Quali sono le conseguenze di queste nuove definizioni?
- La percentuale di persone considerate ipertese negli Stati Uniti aumenterà dal 31% al 45%.
- La raccomandazione all’uso di farmaci antipertensivi passerà dal 34% al 36% della popolazione.
- La terapia farmacologica è consigliata solo se l’ipertensione è di grado 1 con malattia cardiovascolare evidente o rischio cardiovascolare a 10 anni almeno del 10%.
- Il target di pressione da raggiungere è inferiore a 130/80 mmHg per la maggior parte dei pazienti, e ancora più basso (<120 mmHg) per chi ha un alto rischio cardiovascolare.
Ci sono dubbi sull’applicazione pratica di queste Linee Guida?
Sì, alcuni esperti europei hanno sollevato questioni importanti:
- La pressione misurata nello studio SPRINT è stata rilevata con un metodo automatico e senza la presenza del medico, che può dare valori più bassi rispetto alla misurazione tradizionale in ambulatorio.
- In pratica, i valori di pressione misurati normalmente potrebbero essere più alti di quelli ottenuti nello studio.
- Il controllo della pressione arteriosa nella popolazione ipertesa è già difficile con i criteri attuali, con circa il 50% delle persone che non raggiunge i target di 140/90 mmHg.
- Il target di 130/80 mmHg è stato esteso anche ai pazienti diabetici, che non erano inclusi nello studio SPRINT, e alcune analisi suggeriscono di essere più cauti in questi casi.
- Una riduzione troppo aggressiva della pressione può aumentare il rischio di effetti collaterali, soprattutto per i reni.
Cosa aspettarsi in futuro?
Le nuove Linee Guida europee sull’ipertensione, attese per la metà del 2018, potrebbero fornire indicazioni più chiare e adattate alla realtà clinica europea, tenendo conto di questi dubbi e delle differenze nelle modalità di misurazione della pressione.
In conclusione
Le nuove Linee Guida americane hanno abbassato i valori che definiscono l’ipertensione e i target di pressione da raggiungere, basandosi su studi che mostrano benefici nel controllo più stretto della pressione arteriosa. Tuttavia, ci sono importanti considerazioni sulla misurazione della pressione e sull’applicabilità pratica di questi obiettivi, soprattutto in contesti diversi da quello degli studi clinici. È quindi importante seguire gli aggiornamenti e le indicazioni specifiche per ogni realtà clinica.