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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/04/2018 Lettura: ~3 min

Cuore e montagna: un amore pericoloso

Fonte
Parati G, Agostoni P, Basnyat B et al. Clinical recommendations for high altitude exposure of individuals with pre-existing cardiovascular conditions. Eur Heart J. 2018; Donegani E, Hillebrandt D, Windsor J et al. Pre-existing cardiovascular conditions and high altitude travel. Consensus statement of the Medical Commission of the Union Internationale des Associations d’Alpinisme (UIAA MedCom) Travel Medicine and Infectious Disease. Travel Med Infect Dis. 2014;12:237-252.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gianfranco Parati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo con problemi al cuore e ai polmoni che ama fare trekking in montagna. Spiegheremo come affrontare la sua situazione in modo sicuro, quali terapie seguire e cosa considerare prima di andare in quota.

La situazione del paziente

Un uomo di 42 anni, ex fumatore, ha una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) di grado moderato e una nuova diagnosi di insufficienza cardiaca dovuta a una dilatazione del cuore, con una funzione del cuore ridotta (frazione di eiezione al 40%). Le sue arterie coronarie sono sane. È stato curato con farmaci diuretici per migliorare la circolazione.

La terapia consigliata

Alla dimissione, il paziente ha iniziato due tipi di farmaci:

  • ACE-inibitori: aiutano il cuore a lavorare meglio.
  • Beta-bloccanti: proteggono il cuore e migliorano la sua funzione.

La presenza della BPCO non impedisce l'uso dei beta-bloccanti, come si pensava in passato. Al momento, non è necessario aggiungere altri farmaci come i diuretici risparmiatori di potassio, perché la funzione del cuore non è troppo compromessa.

Controllo a sei mesi

Dopo sei mesi, la situazione del paziente è stabile:

  • La funzione del cuore è rimasta uguale.
  • Non ha avuto peggioramenti dell'insufficienza cardiaca.
  • La sua condizione polmonare è stabile.
  • Non avverte difficoltà a respirare durante l'attività fisica.
  • Fa camminate di 30 minuti 2-3 volte a settimana.

Andare in montagna: è sicuro?

Il paziente ama il trekking e vuole sapere se può andare in montagna. Ecco cosa dicono gli esperti:

  • Se la cardiopatia è stabile, è considerato sicuro salire fino a 3000 metri di altitudine, prestando attenzione ai sintomi.
  • Salite superiori a 3000 metri non hanno molte evidenze scientifiche e richiedono molta cautela.
  • È consigliabile salire lentamente, aumentando l'altitudine di circa 250-300 metri al giorno.
  • È importante ridurre l'attività fisica durante la salita e monitorare eventuali sintomi come affaticamento o gonfiore.

Adattamenti della terapia per la montagna

Per chi fa attività fisica in quota, può essere utile ottimizzare i farmaci:

  • Il paziente potrebbe imparare a regolare da solo i diuretici in caso di lieve difficoltà respiratoria o gonfiore.
  • Il farmaco acetazolamide, usato per prevenire il mal di montagna, dovrebbe essere evitato o usato con cautela perché può aumentare la perdita di potassio, soprattutto se associato a diuretici.

Quale beta-bloccante scegliere?

Non ci sono raccomandazioni ufficiali su quale beta-bloccante sia migliore in montagna, ma alcuni studi suggeriscono:

  • Nebivololo ha effetti positivi sulla respirazione in quota, riducendo le cadute di ossigeno e i picchi di pressione sanguigna, specialmente di notte.
  • Carvedilolo aiuta a controllare la pressione sanguigna per tutto il giorno grazie a un effetto particolare che migliora la circolazione nei muscoli.
  • Alcuni studi indicano che nebivololo può migliorare meglio la capacità fisica in quota con meno effetti collaterali rispetto a carvedilolo.

In conclusione

Un paziente con insufficienza cardiaca stabile e BPCO può fare trekking in montagna fino a 3000 metri con le dovute precauzioni. La terapia con ACE-inibitori e beta-bloccanti è fondamentale e può essere adattata per migliorare la sicurezza in quota. La scelta del beta-bloccante può essere personalizzata, tenendo conto degli studi disponibili, ma non esistono indicazioni ufficiali precise. È importante salire lentamente e monitorare i sintomi per godere della montagna in modo sicuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gianfranco Parati

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