Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante la terapia anticoagulante
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello. Questo rischio è particolarmente alto nelle persone molto anziane, cioè con età pari o superiore a 90 anni.
Rischi di ictus e sanguinamento negli anziani con fibrillazione atriale
Uno studio ha confrontato due gruppi di persone anziane: chi ha la fibrillazione atriale e chi ha un ritmo cardiaco normale. I risultati principali sono stati:
- Le persone con fibrillazione atriale hanno un rischio più alto di ictus ischemico (circa 5,75% all’anno) rispetto a chi ha un ritmo normale (circa 3,00% all’anno).
- Il rischio di sanguinamento nel cervello (emorragia intracranica) è simile tra i due gruppi.
L’effetto dei farmaci anticoagulanti
Nei pazienti con fibrillazione atriale, l’uso del farmaco warfarin ha mostrato di ridurre il rischio di ictus ischemico da circa 5,75% a 3,83% all’anno, senza aumentare il rischio di emorragia nel cervello rispetto a chi non assumeva anticoagulanti.
Inoltre, i nuovi anticoagulanti orali (farmaci più recenti rispetto al warfarin) sono stati associati a un rischio ancora più basso di emorragia intracranica (0,42% all’anno) rispetto al warfarin (1,63% all’anno), mantenendo lo stesso livello di protezione contro l’ictus.
Cosa significa tutto questo
- Il warfarin è efficace nel ridurre il rischio di ictus nelle persone molto anziane con fibrillazione atriale.
- I nuovi anticoagulanti orali offrono un vantaggio importante perché riducono il rischio di sanguinamento nel cervello senza aumentare il rischio di ictus.
- Per questo motivo, i nuovi anticoagulanti orali sono considerati la scelta migliore per prevenire problemi legati alla coagulazione in questi pazienti.
In conclusione
Nei pazienti molto anziani con fibrillazione atriale, la terapia anticoagulante è fondamentale per ridurre il rischio di ictus. I nuovi anticoagulanti orali rappresentano un'opzione più sicura rispetto al warfarin, grazie a un minor rischio di sanguinamento nel cervello, mantenendo la stessa efficacia nella prevenzione dell’ictus.