Che cosa è stato studiato
Lo studio analizzato si chiama SPRINT ed è stato fatto per capire quali siano i limiti sicuri nella riduzione della pressione sanguigna, soprattutto della pressione diastolica (il valore più basso nella misurazione della pressione). Sono stati osservati due gruppi di persone:
- 1519 pazienti senza malattie cardiovascolari note
- 7574 pazienti con malattie cardiovascolari già diagnosticate
Lo studio ha seguito queste persone per circa 3 anni per vedere quanti hanno avuto eventi come infarto, ictus, insufficienza cardiaca o morte per problemi cardiovascolari.
Come è stata analizzata la relazione tra pressione e rischi
Per valutare i dati è stata usata una tecnica statistica chiamata regressione di Cox, che permette di capire come i diversi valori di pressione influenzano il rischio di eventi pericolosi. Sono stati considerati anche altri fattori importanti come:
- età
- sesso
- pressione sistolica iniziale (il valore più alto della pressione)
- indice di massa corporea (BMI)
- rischio cardiovascolare stimato con il punteggio di Framingham
- funzione renale (filtrato glomerulare stimato)
Risultati principali
È stata osservata una relazione a forma di "J" tra pressione diastolica e rischio cardiovascolare, cioè:
- Quando la pressione diastolica scendeva sotto i 55 mmHg, il rischio di eventi cardiovascolari aumentava del 25% rispetto a valori intorno a 70 mmHg.
- Questo aumento del rischio era presente sia nei pazienti senza malattie cardiovascolari (rischio aumentato del 68%) sia in quelli con malattie (aumento del 52%, anche se con un risultato meno certo).
Per la pressione sistolica invece, non è stato trovato un legame con il rischio negli individui senza malattie cardiovascolari. Nei pazienti con malattie cardiovascolari, una riduzione della pressione sistolica di 10 mmHg era associata a un rischio inferiore solo se facevano parte di un trattamento intensivo per abbassare la pressione.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che è importante fare attenzione a non abbassare troppo la pressione diastolica, perché valori troppo bassi possono aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. In particolare, scendere sotto 55 mmHg potrebbe essere pericoloso sia per chi ha già malattie cardiovascolari sia per chi non le ha.
In conclusione
Lo studio SPRINT suggerisce di essere cauti nel ridurre troppo la pressione diastolica con i farmaci, per evitare un aumento del rischio di eventi cardiovascolari. Mantenere la pressione diastolica sopra una certa soglia può aiutare a proteggere il cuore e i vasi sanguigni.