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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/05/2018 Lettura: ~4 min

Un evento importante per la cardiologia italiana con Valentin Fuster

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Conoscere e Curare il Cuore, congresso organizzato dalla Fondazione Onlus Centro per la Lotta contro l’Infarto, Firenze, 16-18 marzo 2018.

Aggiornato il 03/02/2026

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Introduzione

Il congresso "Conoscere e Curare il Cuore" ha festeggiato 35 anni di attività, confermandosi un appuntamento fondamentale per la cardiologia in Italia. Quest'anno ha visto la partecipazione di esperti internazionali e ha approfondito temi importanti per la prevenzione e il trattamento delle malattie del cuore.

Il congresso e la partecipazione di esperti internazionali

Il congresso "Conoscere e Curare il Cuore" si è svolto a Firenze dal 16 al 18 marzo, raggiungendo la sua trentacinquesima edizione. È un evento di riferimento per la cardiologia italiana. Nel 2018, la novità principale è stata la sessione congiunta con l'American College of Cardiology, con la partecipazione di importanti esperti come Valentin Fuster, direttore del Journal of American College of Cardiology (JACC), e altri editori di riviste cardiologiche.

Focus sui giovani e sulle malattie cardiovascolari

Quest'anno è stato dato più spazio ai giovani con sessioni dedicate a casi clinici e presentazioni scientifiche, con premi per i migliori lavori. Il presidente del congresso, Francesco Prati, ha sottolineato che le malattie del cuore restano una causa importante di malattia e morte, anche in persone senza i classici fattori di rischio.

Importanza della valutazione personalizzata del rischio

Prati ha spiegato che per valutare il rischio individuale è utile cercare alcuni "marcatori" nel sangue, come il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo") e la PCR (proteina C-reattiva), che indicano la presenza e la gravità delle lesioni nelle arterie. L'ipercolesterolemia, cioè il colesterolo alto, favorisce l'insorgenza e la progressione dell'aterosclerosi, una malattia delle arterie.

Ruolo delle statine e nuovi farmaci

Le statine, farmaci che riducono il colesterolo LDL, aiutano a rendere più stabili le placche nelle arterie, diminuendo il rischio di eventi come infarto e ictus. Lo studio JUPITER ha mostrato che anche persone con colesterolo LDL non molto alto ma con PCR elevata possono beneficiare delle statine. Nuovi farmaci che agiscono solo sul colesterolo o solo sull'infiammazione stanno confermando l'importanza di entrambi questi fattori nella malattia cardiaca e aprono la strada a terapie più personalizzate.

Integratori a base di riso rosso fermentato

Andrea Poli ha parlato degli integratori a base di riso rosso fermentato, usati per abbassare il colesterolo. Il principio attivo, la monacolina K, è simile a una statina e può ridurre il colesterolo LDL del 15-25%. Uno studio cinese ha mostrato che questo integratore può ridurre anche eventi cardiovascolari e mortalità.

Tuttavia, non è un prodotto privo di rischi: può causare effetti simili alle statine, come problemi muscolari o aumento degli enzimi del fegato, e può interagire con altri farmaci. Per questo è importante che il suo uso sia sempre seguito dal medico, che valuta il rischio complessivo e la durata del trattamento.

Gestione della terapia diuretica nell'insufficienza cardiaca

Gennaro Cice ha spiegato come usare correttamente i diuretici nei pazienti con insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non pompa bene e si accumula liquido nel corpo. Spesso si usano dosi sempre più alte di diuretici per eliminare il liquido, ma questo può peggiorare la funzione dei reni e attivare un sistema che fa trattenere acqua e sale, riducendo l'efficacia del trattamento.

Il diuretico principale è quello d'ansa, ma usarlo da solo può portare a una "resistenza" al farmaco, cioè una perdita di efficacia. Questo succede perché il rene si adatta e attiva altri meccanismi che contrastano l'effetto del diuretico.

Strategia di trattamento consigliata

Per evitare la resistenza, è importante usare insieme diversi tipi di diuretici che agiscono in punti diversi del rene, chiamato "blocco sequenziale del nefrone". Nei casi più gravi, si usano tre classi di diuretici insieme:

  • Diuretici d'ansa (come la furosemide)
  • Diuretici tiazidici (come la metolazone)
  • Antialdosteronici (come il canrenone) o in alternativa inibitori dell'anidrasi carbonica (come l'acetazolamide)

Questa combinazione aiuta a migliorare la diuresi e a gestire meglio la congestione, riducendo i rischi per i reni e migliorando la prognosi.

In conclusione

Il congresso ha sottolineato l'importanza di un approccio personalizzato nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari. La valutazione del rischio deve considerare diversi marcatori, e la terapia deve essere modulata in base alle caratteristiche del paziente. Anche l'uso di integratori e farmaci deve essere seguito dal medico per garantire sicurezza ed efficacia. Infine, nella gestione dell'insufficienza cardiaca, una strategia combinata di diuretici può migliorare i risultati e ridurre le complicanze.

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