Il congresso e la partecipazione di esperti internazionali
Il congresso "Conoscere e Curare il Cuore" si è svolto a Firenze dal 16 al 18 marzo, raggiungendo la sua trentacinquesima edizione. È un evento di riferimento per la cardiologia italiana. Nel 2018, la novità principale è stata la sessione congiunta con l'American College of Cardiology, con la partecipazione di importanti esperti come Valentin Fuster, direttore del Journal of American College of Cardiology (JACC), e altri editori di riviste cardiologiche.
Focus sui giovani e sulle malattie cardiovascolari
Quest'anno è stato dato più spazio ai giovani con sessioni dedicate a casi clinici e presentazioni scientifiche, con premi per i migliori lavori. Il presidente del congresso, Francesco Prati, ha sottolineato che le malattie del cuore restano una causa importante di malattia e morte, anche in persone senza i classici fattori di rischio.
Importanza della valutazione personalizzata del rischio
Prati ha spiegato che per valutare il rischio individuale è utile cercare alcuni "marcatori" nel sangue, come il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo") e la PCR (proteina C-reattiva), che indicano la presenza e la gravità delle lesioni nelle arterie. L'ipercolesterolemia, cioè il colesterolo alto, favorisce l'insorgenza e la progressione dell'aterosclerosi, una malattia delle arterie.
Ruolo delle statine e nuovi farmaci
Le statine, farmaci che riducono il colesterolo LDL, aiutano a rendere più stabili le placche nelle arterie, diminuendo il rischio di eventi come infarto e ictus. Lo studio JUPITER ha mostrato che anche persone con colesterolo LDL non molto alto ma con PCR elevata possono beneficiare delle statine. Nuovi farmaci che agiscono solo sul colesterolo o solo sull'infiammazione stanno confermando l'importanza di entrambi questi fattori nella malattia cardiaca e aprono la strada a terapie più personalizzate.
Integratori a base di riso rosso fermentato
Andrea Poli ha parlato degli integratori a base di riso rosso fermentato, usati per abbassare il colesterolo. Il principio attivo, la monacolina K, è simile a una statina e può ridurre il colesterolo LDL del 15-25%. Uno studio cinese ha mostrato che questo integratore può ridurre anche eventi cardiovascolari e mortalità.
Tuttavia, non è un prodotto privo di rischi: può causare effetti simili alle statine, come problemi muscolari o aumento degli enzimi del fegato, e può interagire con altri farmaci. Per questo è importante che il suo uso sia sempre seguito dal medico, che valuta il rischio complessivo e la durata del trattamento.
Gestione della terapia diuretica nell'insufficienza cardiaca
Gennaro Cice ha spiegato come usare correttamente i diuretici nei pazienti con insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non pompa bene e si accumula liquido nel corpo. Spesso si usano dosi sempre più alte di diuretici per eliminare il liquido, ma questo può peggiorare la funzione dei reni e attivare un sistema che fa trattenere acqua e sale, riducendo l'efficacia del trattamento.
Il diuretico principale è quello d'ansa, ma usarlo da solo può portare a una "resistenza" al farmaco, cioè una perdita di efficacia. Questo succede perché il rene si adatta e attiva altri meccanismi che contrastano l'effetto del diuretico.
Strategia di trattamento consigliata
Per evitare la resistenza, è importante usare insieme diversi tipi di diuretici che agiscono in punti diversi del rene, chiamato "blocco sequenziale del nefrone". Nei casi più gravi, si usano tre classi di diuretici insieme:
- Diuretici d'ansa (come la furosemide)
- Diuretici tiazidici (come la metolazone)
- Antialdosteronici (come il canrenone) o in alternativa inibitori dell'anidrasi carbonica (come l'acetazolamide)
Questa combinazione aiuta a migliorare la diuresi e a gestire meglio la congestione, riducendo i rischi per i reni e migliorando la prognosi.
In conclusione
Il congresso ha sottolineato l'importanza di un approccio personalizzato nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari. La valutazione del rischio deve considerare diversi marcatori, e la terapia deve essere modulata in base alle caratteristiche del paziente. Anche l'uso di integratori e farmaci deve essere seguito dal medico per garantire sicurezza ed efficacia. Infine, nella gestione dell'insufficienza cardiaca, una strategia combinata di diuretici può migliorare i risultati e ridurre le complicanze.