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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/05/2018 Lettura: ~3 min

Quando l'iperpotassiemia è dietro l'angolo

Fonte
Giovambattista Desideri, Unità Operativa di Geriatria e Lungodegenza, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell’Aquila

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

La gestione dello scompenso cardiaco richiede un trattamento attento e ottimale, ma può essere complicata dalla comparsa di iperpotassiemia, cioè un aumento pericoloso del potassio nel sangue. È importante conoscere questa condizione per affrontarla nel modo migliore e garantire la sicurezza e il benessere dei pazienti.

Che cos'è lo scompenso cardiaco e perché è importante trattarlo bene

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. È una malattia molto diffusa e grave, con un impatto importante sulla salute delle persone. Nonostante i progressi medici, la prognosi nei casi avanzati può essere peggiore di alcune forme di tumore.

Per questo motivo, è fondamentale ottimizzare il trattamento per migliorare la qualità e la durata della vita dei pazienti.

Il ruolo degli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Un elemento chiave nella cura dello scompenso cardiaco è l'uso di farmaci che bloccano il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS). Questi farmaci, chiamati RAAS-inibitori (RAAS-I), includono:

  • inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-I),
  • inibitori dei recettori dell'angiotensina II (ARB),
  • inibitori dei recettori dei mineralcorticoidi (MRA), come la spironolattone.

Questi farmaci hanno dimostrato di ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni, rappresentando trattamenti salvavita per i pazienti.

Il rischio di iperpotassiemia

Un problema importante nell'uso dei RAAS-I è il rischio di iperpotassiemia, cioè un aumento eccessivo del potassio nel sangue. Questo rischio è più alto nei pazienti con scompenso cardiaco, soprattutto se hanno anche una ridotta funzione renale.

Per esempio, l'aggiunta di spironolattone ha ridotto mortalità e ricoveri, ma ha anche aumentato i casi di iperpotassiemia. Anche farmaci più recenti come sacubitril/valsartan possono causare iperpotassiemia, sebbene in misura minore.

Gestione del rischio di iperpotassiemia

Per prevenire o correggere l'iperpotassiemia, si possono adottare diverse strategie:

  • Ridurre il potassio nella dieta per i pazienti a rischio;
  • Modificare la terapia farmacologica, ma con attenzione per non togliere i benefici dei RAAS-I;
  • Utilizzare farmaci specifici per abbassare il potassio.

Alcuni farmaci usati in passato, come le resine a scambio ionico (sodio polistirene sulfonato e calcio polistirene sulfonato), possono avere effetti collaterali gravi a livello intestinale e non sono ideali per un uso prolungato.

Il Patiromer: una nuova opzione terapeutica

Recentemente è stato approvato un nuovo farmaco chiamato Patiromer. Si tratta di una polvere che si assume per via orale e che lega il potassio nell'intestino, favorendone l'eliminazione con le feci e abbassando così i livelli nel sangue.

Studi clinici hanno dimostrato che il Patiromer è efficace e sicuro in pazienti con scompenso cardiaco e iperpotassiemia, permettendo di mantenere o aumentare la dose di farmaci RAAS-I senza aumentare troppo il potassio.

Ad esempio, nello studio PEARL-HF, i pazienti trattati con Patiromer hanno avuto livelli di potassio più bassi e meno episodi di iperpotassiemia rispetto a chi ha ricevuto un placebo. Inoltre, è stato possibile aumentare la dose di spironolattone in più pazienti trattati con Patiromer.

Un altro studio, OPAL-HK, ha confermato questi risultati anche in pazienti con malattia renale cronica e iperpotassiemia lieve o moderata.

In conclusione

Lo scompenso cardiaco è una malattia grave che richiede un trattamento ottimale con farmaci RAAS-I, fondamentali per migliorare la prognosi. Tuttavia, questi farmaci possono aumentare il rischio di iperpotassiemia, una condizione da monitorare attentamente.

Il Patiromer rappresenta una nuova opzione efficace e sicura per gestire l'iperpotassiemia, consentendo di mantenere il trattamento salvavita con RAAS-I senza doverlo ridurre o sospendere prematuramente.

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