Che cos'è il trial PRIMA II
Il trial PRIMA II ha valutato se guidare la terapia dello scompenso cardiaco acuto usando i livelli di NT-proBNP nel sangue può migliorare la salute dei pazienti. L'NT-proBNP è una sostanza prodotta dal cuore quando è sotto stress o danneggiato.
Lo studio ha coinvolto 405 pazienti con livelli di NT-proBNP superiori a 1700 ng/L. Dopo che i pazienti sono stati stabilizzati, sono stati divisi in due gruppi:
- un gruppo ha ricevuto un trattamento guidato dai livelli di NT-proBNP;
- l'altro gruppo ha ricevuto il trattamento tradizionale.
Come veniva gestito il trattamento guidato dall'NT-proBNP
Se i livelli di NT-proBNP non si riducevano almeno del 30% durante il ricovero, venivano adottate alcune misure aggiuntive, come:
- modificare i farmaci;
- procedere alla resincronizzazione cardiaca, se indicata (una terapia che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato);
- eseguire una coronarografia in caso di sospetta riduzione del flusso sanguigno al cuore;
- effettuare una cardioversione se compariva una nuova aritmia chiamata fibrillazione atriale.
Risultati principali dello studio
Il risultato che lo studio ha valutato principalmente era una combinazione di:
- mortalità per qualsiasi causa entro 180 giorni;
- ricoveri per scompenso cardiaco entro 180 giorni;
- numero di giorni trascorsi fuori dall'ospedale nei 180 giorni dopo la dimissione.
Nel gruppo con terapia guidata dall'NT-proBNP, più pazienti hanno raggiunto una riduzione superiore al 30% di questa sostanza rispetto al gruppo tradizionale (80% contro 64%).
Tuttavia, nonostante questa differenza, non ci sono stati miglioramenti significativi nei risultati principali. In particolare:
- non è cambiata la mortalità o il numero di ricoveri;
- non è cambiato il numero di giorni trascorsi fuori dall'ospedale;
- nemmeno gli altri risultati secondari sono migliorati con la terapia guidata dall'NT-proBNP.
Interpretazione dei risultati
Questi dati indicano che, anche se la terapia guidata dai livelli di NT-proBNP aiuta a ridurre questa sostanza nel sangue, questo non si traduce in un miglioramento significativo della salute o della sopravvivenza dei pazienti nei sei mesi successivi.
Per questo motivo, lo studio non supporta l'uso di misurazioni ripetute dell'NT-proBNP per decidere come modificare il trattamento nei pazienti con scompenso cardiaco acuto.
In conclusione
Il trial PRIMA II ha mostrato che guidare la terapia dello scompenso cardiaco acuto usando i livelli di NT-proBNP non migliora i risultati di salute a medio termine rispetto al trattamento tradizionale. Questo suggerisce che, al momento, non è utile basare le decisioni terapeutiche su questo parametro specifico.