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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/07/2018 Lettura: ~2 min

Bassi valori di pressione diastolica e rischi nello scompenso cardiaco con funzione conservata

Fonte
Tsujimoto T et al. Int J Cardiol. 2018 15;263:69-74. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.04.031.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come valori bassi della pressione diastolica (la pressione nelle arterie quando il cuore si rilassa) possano aumentare i rischi in persone con una particolare forma di scompenso cardiaco chiamata a frazione d'eiezione conservata. È importante capire questi aspetti per una migliore gestione della salute cardiaca.

Che cosa significa la pressione diastolica

La pressione diastolica è la pressione del sangue nelle arterie quando il cuore è a riposo tra un battito e l'altro. È un valore importante perché indica come il sangue scorre nelle arterie e raggiunge il cuore stesso.

Lo studio e i suoi obiettivi

Uno studio internazionale ha voluto capire se valori bassi di pressione diastolica aumentano il rischio di problemi gravi in persone con scompenso cardiaco a frazione d'eiezione conservata (HFpEF). Questa condizione è caratterizzata da un cuore che pompa il sangue in modo normale, ma ha difficoltà a riempirsi bene. Molti di questi pazienti hanno anche ipertensione (pressione alta) e assumono farmaci per abbassarla.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati analizzati i dati di 3417 pazienti con HFpEF e pressione arteriosa ben controllata.
  • I pazienti sono stati divisi in gruppi in base ai valori di pressione diastolica: meno di 60 mmHg, 60-69 mmHg, 70-79 mmHg, 80-89 mmHg e 90 mmHg o più.
  • Lo studio ha seguito i pazienti per circa 3 anni, osservando eventi come morte, infarto, ictus e ricoveri per scompenso cardiaco.

Risultati principali

  • I pazienti con pressione diastolica inferiore a 60 mmHg avevano un rischio più che doppio di eventi gravi rispetto a quelli con valori tra 80 e 89 mmHg.
  • Anche chi aveva valori tra 60 e 69 mmHg mostrava un rischio aumentato.
  • Questo aumento del rischio riguardava la mortalità, gli eventi cardiovascolari maggiori e i ricoveri per scompenso, ma non l’ictus.
  • Questi risultati sono stati confermati anche in pazienti con pressione sistolica (pressione quando il cuore batte) di almeno 120 mmHg.

Che cosa significa per i pazienti

Questi dati indicano che, anche in presenza di una forma di scompenso cardiaco con funzione conservata, valori troppo bassi di pressione diastolica possono aumentare il rischio di problemi seri. Questo è importante da considerare quando si gestisce la pressione arteriosa in questi pazienti.

In conclusione

Valori troppo bassi di pressione diastolica sono associati a un rischio maggiore di eventi gravi in persone con scompenso cardiaco a frazione d'eiezione conservata. È quindi importante monitorare e gestire con attenzione la pressione arteriosa in questi pazienti per evitare possibili complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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