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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/07/2018 Lettura: ~2 min

L’importanza della malattia coronarica estesa e dell’aterosclerosi extra cardiaca dopo un infarto

Fonte
Fredrik Calaisint - Journal of Cardiology 2018, volume 261, pagine 6-11.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un infarto del cuore, è importante capire come la presenza di malattie nelle arterie del cuore e in quelle di altre parti del corpo possa influenzare la salute futura. Uno studio recente ha analizzato questo aspetto per aiutare a prevedere i rischi e migliorare la gestione dei pazienti.

Che cosa significa aterosclerosi e malattia coronarica estesa

L'aterosclerosi è una condizione in cui le arterie si induriscono e si restringono a causa dell'accumulo di grassi e altre sostanze. Questo può accadere sia nelle arterie che portano il sangue al cuore (arterie coronariche) sia in quelle di altre parti del corpo (arterie extra cardiache), come il collo, i reni o le gambe.

Lo studio e cosa hanno valutato i ricercatori

Un gruppo di ricercatori svedesi ha studiato 544 pazienti che avevano avuto un infarto del cuore. Hanno misurato quanto fosse estesa l'aterosclerosi nelle arterie del cuore usando un punteggio chiamato Sullivan Extension Score (SES). Inoltre, hanno controllato la presenza di aterosclerosi nelle arterie fuori dal cuore, come quelle del collo e delle gambe, con esami non invasivi, cioè senza interventi dolorosi o rischiosi.

Risultati principali

  • Il punteggio di estensione dell'aterosclerosi nel cuore era legato alla presenza di aterosclerosi anche nelle altre arterie del corpo.
  • I pazienti con aterosclerosi molto estesa sia nel cuore che nelle arterie extra cardiache avevano un rischio più alto di morire per qualsiasi causa rispetto a chi aveva aterosclerosi meno diffusa.
  • Questi pazienti avevano anche un rischio maggiore di morte legata al cuore o di dover tornare in ospedale per problemi cardiaci.

Perché è importante

Questi risultati mostrano che la presenza di aterosclerosi diffusa, cioè sia nelle arterie del cuore sia in quelle di altre parti del corpo, è un segnale di rischio più alto dopo un infarto. Questo può aiutare i medici a capire meglio quali pazienti hanno bisogno di un'attenzione più particolare.

In conclusione

La coesistenza di aterosclerosi estesa nelle arterie del cuore e in quelle extra cardiache è un segno che indica un rischio maggiore di problemi seri dopo un infarto. Valutare entrambe le condizioni aiuta a prevedere meglio la prognosi e a gestire con più attenzione la salute dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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